U.S. Open 2013 – Per una volta son Rose
Dopo un pomeriggio domenicale in un giorno speciale per i papà giocatori, essendo la terza domenica di giugno da tradizione anglosassone si festeggiava la festa del papà, e nel giorno che il leader continuo dal primo al terzo round, Phil Mickelson amato papà, compiva da leader iniziale i 43 anni, un ragazzo, ormai cresciutello con i suoi 32 anni, nato a Johannesburg ma ai cinque anni di vita già abitante dello Hampshire inglese con i genitori Annie e Ken Rose in una casetta non molto lontana dall'immancabile percorso di Golf, quello del Hartley Wintney Golf Club sua prima vera palestra, chiamato Justin, ha messo le sue mani, così maestre nel comandare le mazze da Golf, sul suo primo Major di carriera al quale sono certo ne seguiranno altri. Che freddezza in questo nuovo numero 3 mondiale, già pronto a insidiare il secondo posto del cugino nord irlandese Rory McIlroy, ancora una volta deludente come lo è stato anche il sovrano Tiger Woods. Un pomeriggio speciale, scrivevo, anche perchè tra i cestini in vimine rosso del Merion Golf Club di Ardmore in Pennsylvania c'è stata gran battaglia quando Mickelson ha dato l'ennesima impressione di non riuscire a reggere ancora la pressione da leader, iniziando a cedere il passo non solo a Rose ma anche all'australiano Jason Day, a podio sia ai Masters (terzo) che in questo US Open, ma se negli altri rounds alla fine della giornata Lefty era stato capace di ribaltare qualsiasi rimbalzo all'indietro, in quella che doveva essere la sua domenica perfetta non ci è riuscito e il titolo di campione degli US Open 2013 è andato giustamente a Rose, con Mickelson che si doveva accontentare per la sesta volta !!! del secondo posto in questo Major, in questa occasione in compagnia di Day, 25 anni con già 4 podi conquistati nei Majors, infine quarta posizione per Ernie Els, Jason Dufner, Billy Horschel e Hunter Mahan.
A presto con più dettagli ...
- by erma.xs1C0. 2013 -
U.S. Open 2013 – round 01 & 02
Il maltempo continua a rallentare lo US Open, intanto Phil Mickelson e Billy Horschel sono i migliori a -1 con il secondo round terminato
La pioggia colpisce Ardmore e il primo round dell'edizione n.113 dello U.S. Open non si è potuto chiudere nell'abituale primo giorno e molti golfisti sono dovuti tornare al Merion GC di buon ora il venerdì per chiudere la prima giornata, giovedì le previsioni parlavano di sabato come unica giornata soleggiata e senza rischio pioggia che invece sarebbe potuta cadere anche intensamente sia venerdì che domenica, rimanendo quindi molto alte le chances di vedere il torneo finire lunedì o comunque di una lunga maratona domenicale, sempre che la pioggia lo permetta, per recuperare qualsiasi interruzione precedente, riguardo al secondo round, terminato il recupero del primo in mattinata, è stat questa volta l'oscurità a bloccare ben 69 giocatori che dovranno passare per un'alzataccia di sabato, per alcuni di loro sarà la seconda consecutiva, per riuscire a concludere 36 buche, ovviamente si spera che si riesca a fare tutto in breve tempo in modo che almeno una buona dei sopravvissuti al taglio possano completare anche il terzo round. La situazione vede al momento Phil, "the Lefty", Mickelson, il grande mancino del PGA Tour e già da un anno introdotto nella Hall of Fame del Golf, in testa alla parziale classifica di chi ha già completato 2 turni in compagnia di Billy Horschel, prima vittoria nel PGA ottenuta a fine aprile di questo anno nel TPC Louisiana per lo Zurich Classic of New Orleans, entrambi con 139 colpi (-1) ed inseguiti da un temibile trio, decisamente ricco di bravura e di notevole esperienza, come quello composto da Luke Donald, Steve Stricker e Justin Rose che con 140 (pari) sono ad un colpo dalla coppia al comando. Proseguendo a ritroso nella leaderboard a quota 141 (+1) ci sono il bravo giocatore belga, il potente Nicolas Colsaerts, poi Charl Schwartzel, Hunter Mahan (uno dei miei super favoriti alla vittoria finale) e l'australiano John Senden. Come si nota già dai primi in classifica i punteggi sono molto alti e, tra le difficoltà del Merion e i continui fermi dovuti a pioggia ed oscurità che fanno aumentare la tensione in un avvenimento già di per se non molto facile da gestire, si prevede una lotta fino all'ultima buca quasi ad eliminazione dove saranno i giocatori che si lasciano tradire troppo dai nervi e la tensione in generale a perdere contatto da chi invece riuscirà a mantenere un ritmo non veloce ma regolare e continuo. I primi 2 del ranking mondiale e come sempre i più attesi da parte del pubblico globale, Tiger Woods e Rory McIlroy navigano un po più indietro con 143 colpi (+3) quindi con ancora in vista chi li precede in classifica. Male gli italiani in gara, soprattutto Francesco Molinari con 152 (+12), 15 bogeys su 36 buche ..., meglio Matteo Manassero con 149 (+9) che a dimostrazione di quanto sia alti i punteggi dei giocatori con un +9 dopo 36 buche è comunque al settantacinquesimo a pari merito, purtroppo da pochi minuti il secondo round è ufficialmente terminato e i 2 connazionali non si sono salvati dal cut, posto a +8, un peccato per questa prestazione opaca di entrambi i giocatori costretti a rimettere tutto in borsa per prepararsi a tornare in Italia, Intanto questo Major vive afflitto dai suoi ritardi continui e con grossi punti interrogativi su come potrà essere terminato e soprattutto in quali condizioni di terreno di gioco che in un paio di giorni ha già ricevuto i suoi 120 millimetri di pioggia.
::. in campo .::
- round#01 - lunghissimo round causa la pioggia che in questo 2013 di tanto maltempo negli States ha determinato un ritardo nel calendario della competizione come è già accaduto, durante questa stagione di PGA Tour, 13 volte su 24. Sveglia all'alba il venerdì perchè ci sono alcune decine di giocatori che con lo stop dato alle ore 20:16 del giovedì per essere calata l'oscurità su Ardmore. Chiusa la pratica mattutina del giorno seguente la classifica del primo round è stata caratterizzata da scores molto alti con solo 5 giocatori sotto par, il primo di loro e tutto il field di partecipanti del centotredicesimo US Open è stato il mancino Mickelson che ha concluso lo stesso giorno di giovedì le sue 18 buche d'esordio con il punteggio di 67 (-3), dietro di lui Luke Donald che quando fu fermato per l'oscurità aveva un vantaggio di un colpo essendo a 4 sotto il par su Lefty ma nella mattinata del venerdì su di un campo umidissimo e difficile da controllare ha perso un paio di colpi rispetto al giorno prima concludendo con 68 (-2) dietro per un colpo al leader del primo giorno di torneo, insieme a Donald la sorpresa di giornata l'australiano Mathew Goggin, trentanovenne originario esattamente dalla Tasmania, un golfista che da anni passa da un tour all'altro e che ha diversi anni di Nationwide Tour sulle spalle, nel vecchio circuito di sviluppo del PGA Tour, Goggin ha vinto 4 volte in uno spazio temporale lunghissimo tra il 1999 e il 2011, l'anno scorso ha partecipato a 23 tornei con 13 missed cuts, senza Top-10 e con miglior piazzamento un tredicesimo posto nel Justin Timberlake Shriners Hospitals for Children Open giocato a Las Vegas nel TPC Summerlin, 4 birdies ed un paio di bogeys permettono a Goggin di essere uno dei 5 che va in rosso nonostante la mancanza di precisione dal tee (50%), dietro alla coppia anglo-australiana ecco il secondo europeo che si incontra in classifica, è il belga Nicolas Colsaerts che dopo aver passato i 30 anni ha scelto intelligentemente di lasciare lo European Tour per farsi maggior esperienza internazionale con il PGA Tour, in questo 2013 già 4 Top-10, considerando anche il nono posto nel Volvo Golf Champions giocato a Durban in Sudafrica ma valido per il tour europeo, il giocatore europeo non è più un grande bomber da super prestazioni con il drive, l'esperienza dei campi statunitensi lo sta facendo crescere anche nel gioco corto, in questo primo round è partito dalla seconda parte del percorso e ha giocato molto bene le 9 buche con 2 birdies e senza bogey che purtroppo per Colsaerts sono arrivati a partire dalla buca n.1 e così via per le successive 2 buche dispari, il belga ha poi saputo rispondere bene nel finale del round piazzando altri 2 birdies e riportandosi proprio per 1 colp0 sotto il par (69), considerando le disavventure di giocatori dalle caratteristiche molto simili alle sue o comunque punteggi più alti, il bombardiere per antonomasia Bubba Watson ha terminato con 71 (+1), complimenti a Colsaerts, giocatore in crescita. Con il belga un altro europeo e fanno 3 su 5, con un solo statunitense, Mickelson, sotto par, è lo scozzese Russel Knox, trapiantato in Florida da tempo, seconda sorpresa del giovedì inaugurale di questo Major, un golfista che ha frequentato per alcuni anni il mitico NGA Hooters Tour uno dei più particolari tour minori statunitensi, sicuramente il più ricco visto che dopo PGA Tour e Web.Com Tour viene proprio il National Golf Association (NGA) Pro Golf Tour, questa la sua nuova denominazione ufficiale, Knox esordiente nel PGA nel 2011 partecipa allo US Open 2013 per aver vinto le qualificazioni giocate in "casa" proprio a Jacksonville dove lui vive. Molto folto il gruppo che si divide il sesto posto in classifica alla fine della prima tornata di 18 buche nel Merion, con il punteggio di 70 (pari) sono in totale 10, a partire dal veterano coreano del sud K.J. Choi, uno degli svedesi meno noti Peter Hedblom, i 3 sudafricani Charl Schwartzel, Tim Clark e Branden Grace, l'inglese Lee Westwood, l'australiano John Senden e i 2 statunitensi Rickie Fowler e Jerry Kelly. Partendo da i 2 ultimi, il totale di statunitensi nei 15 giocatori piazzati ai primi 6 posti della prima classifica dello US Open 2013 è di 3 come 3 sono gli australiani e i sudafricani, 2 inglesi più uno scozzese, uno svedese, un belga ed un sud coreano. Sorprende fino ad un certo punto la presenza di Hedblom, anche lui arrivato da uno dei tanti ed affollati tornei di qualificazione, l'esperto quarantatreenne fu undicesimo nello US Open del 2005 e vanta un settimo posto anche nel Open Championship, arriva sempre dalle qualificazioni Jerry Kelly, di Madison nel Wisconsin, e quindi concittadino del più celebre Steve Stricker, 46 anni per lui e conferma di come il Merion richieda di molta esperienza e certamente di tanta maturità non solo in termini sportivi, ma come sempre pronto a smentire esiste il caso particolare come chi, essendo più giovane ha meno esperienza e maturità, ma si chiama Fowler e quando si schiera al Merion non sembra aver particolari timori, qua nel 2009 condusse il team nord americano ad una bella vittoria nella Walker Cup con 4 punti su 4 per lui, il ventiquattrenne californiano è, senza dubbio, uno degli osservati speciali in questo Major . Uno sguardo anche ai più attesi in Pennsylvania come ovviamente la tigre Woods che termina il venerdì una prima uscita non tanto entusiasmante con 6 bogeys concessi, poteva firmare uno score certamente migliore perchè come arrivo sul fairway (10/14) è stato uno dei migliori ma si è poi perso nei colpi successivi con qualche putts di troppo, c'è però da dire che Woods sta giocando con problemi fisici dovuti ad una infiammazione del gomito sinistro, intanto il suo principale contendente al trono di re del Golf mondiale, il giovane McIlroy, non sembra proprio voler ribaltare questo 2013 che gli ha regalato al momento ben pochi sorrisi, anche lui ha terminato come Tiger a quota 73 (+3) ed è stato danneggiato, come tanti altri suoi colleghi, dal dover recuperare le buche non terminate il giorno prima con la brutta sveglia all'alba e il pessimo stato del Merion, addirittura dopo le 10 buche giocate il giovedì il nord irlandese era -1 ma nella sessione di recupero sono arrivati 4 pars e 4 bogeys, sia lui che Woods sono comunque ancora pronti a dar battaglia con ancora 54 buche da giocare. Tra chi ha deluso fortemente il danese Thorbjorn Olesen che, soprattutto dai media europei, era stato anticipatamente celebrato come uno dei protagonisti di questo secondo Major stagionale, la verità del primo turno parla però per Olesen di 11 pars, 5 bogeys, 2 doppi bogeys per un alto 79 (+9), male anche Jim Furyk che resiste un po nelle prime nove per crollare nella seconda parte e concludere con 77 (+7), lo stesso punteggio anche di Keegan Bradley che deve segnare sulla sua scoreboard anche un triplo bogey alla n.16 e del vincitore della FedEx 2011 Bill Haas , a quota 76 (+6) Graeme McDowell e Martin Kaymer anche per loro un inizio in salita in questo Open statunitense. Tornando ancora alle zone più alte segnalo che oltre al già menzionato Watson con 71 (+1), visto il tutto si deve ritenerlo come un buon punteggio, si trovano anche Ernie Els, Charley Hoffman, Ian Poulter, Dustin Johnson, Justin Rose, Scott Stallings, Steve Stricker e il campione in carica Webb Simpson. Infine l'amarezza per il brutto esordio della coppia made in Italy: Francesco Molinari parte dalla n.10 e tutto sommato visto nelle prime 5/6 buche non va male mantenendosi tra il par e il +1 poi arriva un crollo verticale, a partire dalla n.16 e per le successive 12 buche arrivano 8 bogeys, un birdie e 3 pars e il risultato finale sarà 78 (+8), per Matteo Manassero, molto atteso dal pubblico statunitense a cui piace molto per la sua freddezza naturale da giocatore di un'altra età, stessa partenza alla n.10 e un po più di equilibrio nel gioco con più pars e meno bogeys, purtroppo arrivano però alla n.16, un par-4, e alla n.3, un par-3, 2 doppi bogeys a compromettere quella che poteva essere una sufficiente performance e che invece con il totale di 75 (+5) pesa tremendamente nell'economia di un torneo già di per se complicato e difficile.
- round#02 - anche per il secondo giro del Merion GC di Ardmore stessa situazione già vista con il primo, si recupera al mattino il resto del primo round, si inizia subito, prima possibile, con la sessione del secondo ma non si riesce a concludere perchè inevitabilmente arriva l'oscurità a fermare i giochi ed in questo caso ci sono 68 golfisti che devono ancora arrivare al green della n.18 o della n.9 nel caso avessero iniziato dalla seconda parte del percorso. Una volta concluso di sabato il secondo round la classifica ci consegna questa situazione, Phil Mickelson, leader della prima ora, resta al comando ma questa volta lo fa in compagnia di Billy Horschel che ha sul campo, e che campo, una conferma di come il Gator Billy stia facendo passo dopo passo un percorso di crescita molto interessante, quinto in classifica della Money List del PGA Tour 2013 ha ottenuto nel suo secondo anno la prima vittoria made in PGA, primo posto infatti nello Zurich Classic of New Orleans dello scorso fine aprile, dopo il 72 (+2) del primo round ecco arrivare un bel 67 (-3) che lo colloca in testa insieme al mancino terribile Mickelson con 139 (-1) e lo stesso Lefty fa l'inverso passando dal 67 al 72 del secondo round, una tornata di buche che nonostante veda Mickelson abbastanza costante come precisione sia dal tee che sul green porta 5 colpi in più, in effetti 14 pars sono la dimostrazione della regolarità dell'eterno secondo dello US Open (5 secondi posti: 1999, 2002, 2004,2006,2009) ma ci sono 3 bogeys e un solo birdie a complicare i conti di Mickelson. L'importante è comunque continuare a stare davanti visto che mentre il leader della prima giornata ha vinto 20 volte questo Major, chi invece è in testa al secondo round ha poi vinto in 38 occasioni, la media è quasi raddoppiata e, comunque,alla vigilia del solitamente decisivo terzo round partire da leader della classifica non è poi così malaccio, se poi vogliamo parlare di "wire-to-wire fashion" come definiscono gli americani una vittoria restando sempre al comando per tutti e 4 i rounds sono solo 6 i giocatori che in 7 edizioni, Woods come sempre fa le cose 2 volte (2000/2002), sono riusciti nell'impresa e ultimo a farlo è stato nel 2011 Rory McIlroy. Inevitabile commentare il secondo round proprio di Woods e McIlroy che partiti nuovamente alla pari anche se non da 0 ma da +3 hanno pensato di rimanere in buona compagnia assieme con un 70 (pari) che li ha portati a 143 (+3) confermando i 3 colpi sopra il par ma riducendo di un colpo il distacco da Mickelson e Horschel. Woods è partito dalla seconda parte del percorso e ha alternato bogeys a birdies, alla fine saranno pari 3, senza mai inserire un altro ritmo al suo gioco che per il momento lo vede con 20 su 28 come fairways hits, 23 su 30 in GIR e 60 putts per 6 birdies, ordinaria amministrazione per Woods ... il rivale McIlroy è in difficoltà a tenere in buon gioco la pallina cadono le sue percentuali sia dal tee che in approccio al green ma nonostante questo qualche bel salvataggio e una certa voglia di ribaltare la situazione lo mantengono in parità con il tremendo Merion che continua a complicare la vita a più giocatori che certamente si aspettavano un trattamento da parte del campo ben più accogliente, ci sono comunque altri golfisti che continuano a mantenersi nel vivo dell'azione e infatti dietro ai 2 di testa ecco niente meno che Luke Donald, Steve Stricker e Justin Rose il primo sale di 4 punti nel suo score di round e con il 72 (+2) del secondo giorno raggiunge i 140 colpi (pari), percorso inverso per il Signor Settembre che si avvicina ai 50 anni ma riserva sempre, particolarmente nei momenti che contano, delle belle sorprese anche se giunto a 58 partecipazioni ad altrettanti Majors gli manca ancora la vittoria, una sola volta sul podio e fu 15 anni fa, anno 1998 nel PGA Championship e secondo posto dietro al figiano Vijay Singh, per quanto riguarda Rose un miglioramento con il 69 (-1) della seconda giornata e birdies pareggiati con i bogeys, 7 a 7 e soprattutto solo 26 putts, anche il trentatreenne di Johannesburg non ha mai vinto un Major in 26 presenze dei 4 lo US Open è stato finora quello che gli ha concesso meno gioie, in ogni caso lo score del secondo round eguaglia il suo miglior punteggio in 22 rounds giocati di questo Major, gli altri 69 arrivarono nel quarto round del 2003 e nel primo del 2012. Con 141 colpi (+1) ci sono 4 giocatori, 1 europeo, il belga Nicolas Colsaerts, un africano, il sudafricano Charl Schwartzel, un americano, lo statunitense Hunter Mahan ed un oceanico (si dice così?) l'australiano John Senden, quindi 4 continenti su 5 per dare il valore e la rappresentazione del Golf globalizzato presente in Pennsylvania, di questo quartetto Schwartzel ha chiuso il secondo round con 2 buche giocate il sabato mattina, un par ed un birdie, il sudafricano, che nel 2011 vinse il Masters ad Augusta e fu nono nello US Open dello stesso anno stravinto da Rory McIlroy nel discusso Congressional Country Club, aveva giocato maluccio le ultime buche prima delle sospensione per oscurità ed il birdie arrivato la mattina seguente lo mantiene molto vicino ai primi e pronto a sferrare l'attacco nel terzo round, Mahan ha invece ottenuto a pari merito il terzo risultato di giornata con 69 (-1) dopo Horschel 67 (-3) e Stenson 68 (-2) riscattando il punteggio del round precedente, compromesso da un doppio bogey all'ultima buca di giornata, continua la bella avventura di Senden, giocatore che ha già raggiunto i 42 anni e che viene da Brisbane nel Queensland australiano e che l'anno scorso ottenne nell'edizione 2012 degli US Open uno dei 20 Top-10 degli ultimi 5 anni arrivando nono sul campo del Lake Course del Olympic Club di San Francisco con una gran prestazione nella seconda parte del Major, bene Nicolas Colsaerts come d'altra parte ha dimostrato più volte in questa sua prima stagione completa nel PGA Tour e che sta perfezionando e rendendo molto più completo il suo gioco. Gran recupero di Stenson che dopo il brutto 74 del primo round gioca molto meglio nel secondo ed il suo 68 (-2) lo porta al decimo posto con Poulter e il buon australiano Goggin, anche se per lui c'è un 74 (+4) di giornata, alla fine il taglio è posto oltre i 148 (+8) e a salvarsi proprio con il minimo necessario Brandt Snedeker, ancora deludente come nel primo turno, Martin Kaymer che nonostante un buon recupero di 4 colpi in meno rispetto al turno iniziale non va oltre il 72 (+2) e quindi totalizza proprio 148 (+8) stesso punteggio anche per Dustin Johnson, non riescono invece a stare dentro tra i 73 che continueranno a giocare diversi giocatori interessanti come 5 passati vincitori dello US Open: Graeme McDowell, Michael Campbell, Angel Cabrera, Jim Furyk e Lucas Glover, tra di loro 2 degli ultimi 5 vincitori, McDowell (2010) e Glover (2009), oltre questi titolati ci sono pure entrambi gli svedesi Peter Hanson e Fredrik Jacobson, il danese Thorbjorn Olesen, il sudafricano Rory Sabbatini, il recente vincitore del Crowne Plaza Invitational at Colonial Boo Weekley, altri vincitori di tornei di questa stagione come Michael Thompson (The Honda Classic), D.A. Points (Shell Houston Open), Kevin Streelman (Tampa Bay Championship) e poi Bill Haas, il nord irlandese Tim Clark, Nick Watney, David Toms, Keegan Bradley e ovviamente i 2 nostri connazionali Molinari e Manassero di cui ho già detto.
- by erma.xs1C0. 2013 -
U.S. Open 2013
Il maltempo rallenta lo US Open, intanto Phil Mickelson è il migliore a -3
La pioggia colpisce Ardmore e il primo round dell'edizione n.113 dello U.S. Open non si è potuto ancora chiudere, le previsioni parlano di sabato come unica giornata soleggiata e senza rischio pioggia che invece potrebbe cadere anche intensamente sia venerdì che domenica, sono quindi molto alte le chances di vedere il torneo finire lunedì o comunque di una lunga maratona domenicale, sempre che la pioggia lo permetta, per recuperare qualsiasi interruzione precedente. Solo nel primo pomeriggio, ora italiana, la prima leaderboard del secondo Major stagionale si completerà, intanto di chi ha già concluso il percorso il mancino terribile del PGA Tour, Phil, "the Lefty", Mickelson già da un anno introdotto nella Hall of Fame del Golf è il migliore con 3 colpi sotto il par del Merion Golf Club per un totale di round di 67, con un colpo in più, 68 (-2), si è appena piazzato dietro a Mickelson Luke Donald che a sua volta è davanti sempre per un solo colpo ad un altro europeo, il bombardiere belga Nicolas Colsaerts che ha concluso le prime 18 buche di questo US Open con 69 colpi (-1), questi 3 giocatori sono al momento gli unici tra coloro che hanno già portato a termine il primo round ad essere scesi sotto il par. Per quanto riguarda gli italiani in gara, partenza in salita per Francesco Molinari con 72 (+2) e soprattutto per Matteo Manassero con un alto 75 (+5) che lo mette già a distanza dalle prime posizioni, la speranza è che ci sia una loro reazione già a aprtire dal secondo round altrimenti soprattutto per Manassero i rischi di un uscita per taglio sono realmente concreti. A più tardi con gli articoli completi
HP Byron Nelson Championship 2013 – finale
Sang-Moon Bae la dodicesima vittoria è quella che conta.
Ci sono volute 11 vittorie in Asia per poter arrivare alla prima nel PGA Tour e tutto questo nonostante l'autore di tutto ciò abbia solo 26 anni, Sang-Moon Bae di Daegu Corea del Sud. Nel 2012, mese di marzo, non riuscì a battere 2 avversari di alto livello come l'inglese Luke Donald, lo statunitense Jim Furyk e un discreto golfista come l'altro nord americano Robert Garrigus, i quattro avevano terminato le 72 buche regolari del Transitions Championship con lo stesso punteggio, 273 colpi (-13), ma nella prima buca di playoff giocata Luke Donald fece suo l'evento e quella in tutta la carriera di Sang-Moon Bae era stata la miglior chance di fare suo per la prima volta un torneo del PGA Tour, ha dovuto quindi aspettare altri 14 mesi e la vittoria del sud coreano è finalmente arrivata. E' riuscito a battere per 2 colpi Keegan Bradley che aveva iniziato questa edizione del HP Byron Nelson Championship nella maniera migliore che si potesse fare, uno score record di 60 e lo stesso Sang-Moon Bae indietro al nono posto con 6 colpi in più da recuperare, un po li ha rosicchiati nel secondo round portandosi al secondo posto in compagnia di Tom Gillis e con il margine dimezzato a 3 colpi, poi nel terzo sempre secondo ma solo e con 1 solo colpo di differenza da un Bradley che certamente era messo sempre di più sotto pressione ma intenzionato comunque a fare l'ultimo sforzo per fare suo il torneo rimanendo in testa per tutti i quattro rounds però nello scatenato vento che alla fine è arrivato su Irving nell'ultima giornata di Golf Sang-Moon Bae ha messo la freccia lasciando dietro di se lo statunitense e andando a vincere con 267 (-13) mentre per Bradley il totale delle 72 buche faceva 269 (-11). Sembra un qualcosa di molto paradossale ma il Golf ci riserva anche una situazione di questo tipo, un giocatore di 26 anni che vince 11 volte nel suo continente in 3 differenti tours di un discreto livello ma non riesce a sfondare la porta del tour n°1 al mondo il PGA, finalmente la vittoria è arrivata e a mio avviso bisogna aspettarsi da un giocatore così giovane ampi miglioramenti e obbiettivi da raggiungere più elevati perchè Sang-Moon Bae ha una carriera davanti a se che può dargli grosse soddisfazioni a prescindere da quale continente della terra sceglierà per mostrare le sue capacità. Molto bene, anche se sconfitto, Keegan Bradley che ha dato l'impressione per 3/4 di torneo di poter fare una grande impresa quella di restare davanti dall'inizio alla fine, cosa che non accade facilmente nel Golf perchè giocando in 4 giorni differenti sono talmente tante le variabili che si affrontano che spesso nel giro di 24 ore cambiano tante cose che influenzano il comportamento di un giocatore. Salva il podio Charl Schwartzel che arriva terzo con un distacco di 3 colpi dal vincitore, 270 (-10) il suo totale e si può definire salvo perchè la sorpresa dell'ultima giornata è Justin Bolli che completa le ultime 18 buche dell'evento con 65 (-5) miglior score di giornata e in continuo miglioramento a partire dal secondo round, la sua progressiva scalata di posizioni gli permette con 271 (-9) di piazzarsi per un solo colpo a lato del podio con il quarto posto, per il giocatore originario dell'Oregon è un risultato importantissimo per confermarsi nel PGA Tour dopo che negli ultimi 8 anni ha vissuto il solito saliscendi tipico di molti golfisti non affermati tra il tour di sviluppo o secondario (miglior definizione) che da poco ha preso il nome di Web.Com Tour e il fratello maggiore PGA Tour. Si rivede tra le prime posizioni il tedesco Martin Kaymer, che ha scelto di rafforzarsi giocando nel tour americano, che alla fine è quinto a pari merito. Le volte che il cut non lo ha bloccato il rookie Morgan Hoffmann ha fatto bene ma in questa occasione ancora meglio, anche Ryo Ishikawa, il giovanissimo giapponese del distretto di Saitama, che ha passato il 2012 principalmente in Asia e rientrato nel 2013 finora aveva pareggiato i tagli passati con quelli invece subiti, il suo ottavo posto può essere l'inizio di un nuovo Ishikawa che a 18 anni era riuscito a entrare nei primi 30, facendosi notare come uno dei migliori prospetti del mondo per poi scivolare negli anni seguenti oltre il centesimo posto finendo in parte nell'anonimato. Nonostante abbia recuperato diverse posizioni grazie ad un buon terzo round il vincitore del 2012 non è andato oltre il trentatreesimo posto, tra i favoriti alla vittoria così e così Jason Day, peggio di lui Matt Kuchar, male anche Padraig Harrington, Vijay Singh è fuori con il taglio allungato al terzo round, mentre di quelli eliminati al secondo round se ne è già scritto precedentemente.
::. in campo .::
- round#03 - Keegan Bradley rimane al comando anche dopo la terze serie di 18 buche giocate al TPC Four Seasons Resort, il suo vantaggio è sempre più esiguo, un solo colpo nei confronti dell'asiatico Sang-Moon Bae che con 66 colpi (-4) del terzo round riduce ad un colpo solo la differenza nei confronti del leader statunitense che, a sua volta, con il parziale di giornata di 68 (-2) raggiunge il totale di 197 (-13) un colpo in meno di Sang-Moon Bae che è a 198 colpi (-12), perde una posizione Tom Gillis, adesso terzo con 199 (-11), mentre al quarto posto c'è uno dei migliori di giornata come Scott Piercy che recupera 3 posizioni in classifica grazie allo stesso score dell'asiatico ovvero 66 colpi (-4) che lo portano ad un complessivo risultato dopo 54 buche di 200 (-10). Mancando 18 buche alla fine ma con le incognite atmosferiche, come il forte vento che spesso si affaccia in questa zona del Texas, in continuo agguato anche 5 colpi di distanza non si possono considerare margine insuperabile e quindi anche i 4 giocatori con 202 colpi (-8) possono ancora dire la loro, sono John Huh, Gary Woodland, Harris English e Charl Schwartzel, mentre da solo in nona posizione c'è Nathan Green che con 203 colpi (-7) dovrebbe recuperare 6 colpi, forse troppi per il giocatore del Nuovo Galles del Sud nella parte meridionale australiana. A dire il vero il vantaggio di Bradley poteva essere di 3 colpi ma per la terza volta consecutiva la buca finale del TPC Four Seasons non ha avuto pietà e lo ha castigato con l'ennesimo bogey, la n.18 che è risultata anche nel terzo round una delle più ostiche di tutto il campo di gara, seconda solo all'altro micidiale par-4 della n.15. Partiti assieme in tarda mattinata, Bradley e Bae, con la presenza di Gillis a completare il trio, dopo 2 buche il sud coreano era già sotto lo statunitense avendo ridotto a solo un colpo il distacco con 2 birdies consecutivi, un inizio molto aggressivo quello di Sang-Moon Bae che ha messo abbastanza pressione su Bradley capace di rispondere con un birdie alla terza buca, Gillis intanto era già dietro ai due per avere messo a referto solo un birdie, la quinta e la sesta erano fatali a Bradley, 2 bogeys, ed in parte anche Bae complicava la situazione con il bogey nella prima delle 2 buche, ma ancora sotto pressione The Keegs con 2 birdies rispondeva bene, nel par-5 della n.7 era la terza volta di seguito che andava sotto il par (eagle, birdie, birdie) e alla fine delle prime nove era comunque sotto di un colpo rispetto al par-35 con 34 colpi, il sud coreano girava a 33 (-2) e pure Gillis allo stesso punteggio, a partire dalla n.10 il gioco dei 3 si faceva più regolare e nelle prime buche ognuno dei 3 golfisti faceva un birdie mantenendo immutata la situazione ed era come scritto prima la diciottesima ed ultima buca a decidere a sfavore di Bradley, per Gillis il bogey arrivava la buca prima, la n.17, e quindi con un parziale di giornata di 67 (-3) veniva sorpassato dal sempre più deciso Sang-Moon Bae. Si confermavano su punteggi medi sia Villegas che Cabrera, i 2 protagonisti dello show latino del primo round, l'argentino adesso decimo mentre il colombiano, Villegas, più indietro alla diciannovesima posizione, anche Ted Potter Jr., uno dei migliori nel giro iniziale si è assestato alla decima posizione, mentre perde terreno Ryan Palmer, uno dei giocatori più in forma negli ultimi tempi, il suo 73 (+3) inequivocabilmente lo porta dal quarto posto a metà torneo al diciannovesimo posto con 206 (-4) a 9 colpi da Bradley. Intanto altri 11 giocatori si aggiungono al taglio effettuato il giorno precedente visto che 85 giocatori erano ben più dei 78 che avrebbero dovuto essere esclusi a metà competizione e con questo nuovo intervento di forbice, che si porta via tra gli altri anche il recentemente molto discusso Vijay Singh, saranno 72 i giocatori che giocheranno l'ultimo turno domenicale.
- round#04 - alla fine il sud coreano Sang-Moon Bae effettuando il più importante sorpasso della sua ancor molto giovane vita lasciava dietro di sé il forte giocatore statunitense Keegan Bradley che ad Irving vinse nel 2011, fu ventiquattresimo l'anno scorso e secondo in questa edizione che ha dominato per buona parte del torneo, insomma un giocatore che sa muoversi bene sul TPC Four Seasons ma che questa volta nonostante l'inizio a mille con il 60 (-10) del primo round, un punteggio che ha molto contribuito a mantenere in testa per 54 buche il giocatore del Vermont, non erano stati fatti i conti con il rientro alle ottime prestazioni di Sang-Moon Bae che dopo aver avvicinato Bradley nel penultimo round del torneo, mettendolo nel mirino, ha giocato un giro finale che è stato di attacco nella prima parte dove si è mantenuto sotto il par, alla nona buca era -2 mentre Bradley era +1 e quindi il sud coreano era già davanti per 2 colpi che potevano addirittura essere 4 se non fosse arrivato proprio alla n.9 un doppio-bogey poi nelle ultime 9 buche di tutto il torneo i 2 contendenti si sono equivalsi e quei 2 colpi di vantaggio sono diventati quelli che hanno permesso a Sang-Moon Bae di conquistare la sua prima vittoria nel PGA Tour alla sua apparizione n.43 in questo circuito ma anche dopo aver ottenuto in altri tour internazionali ben 11 vittorie. Nella ormai memorabile diciottesima buca lascia il secondo posto ed inevitabilmente un po di dollari Charl Schwartzel che in quella buca così decisiva, che per la prima volta in 4 giorni non tortura Bradley, totalizza l'unico bogey di una giornata molto regolare per il sudafricano e proprio quella costante differenza tra i 3 bogeys consecutivi di Keegs e i 3 pars consecutivi di Schwartzel che si era evidenziata durante il resto del torneo si inverte nell'ultimo, ma ovviamente decisivo, round del HP Byron Nelson Championship 2013 permettendo a Bradley di salvare almeno il secondo posto. Bravissimo Justin Bolli in costante crescita in tutte le giornate di Irving e che alla fine dell'evento è capace di un 65 (-5) migliore score di giornata con quarto posto assicurato nella definitiva classifica generale. Il quinto posto in classifica è invece condiviso da 3 giocatori tra cui Morgan Hoffmann, secondo nell'ultimo round come punteggio parziale, Martin Kaymer, sempre più regolare e incisivo e Scott Piercy che nell'ultima giornata butta via ogni chance di ottenere un accessibile podio concludendo sopra il par, 72 (+2), con una collezione di bogeys e doppio-bogey che alla fine portano il giocatore dai 3 colpi di differenza che aveva da recuperare alla fine del terzo round con buone speranze di finire bene per quello che aveva fatto vedere in questo torneo a un +5 rispetto al vincitore, peccato perchè Piercy nei greens in regulation, statistica molto importante al TPC Four Seasons, ha sfiorato l'80% compresa la pessima ultima prova domenicale e fra i primi anche nella media distanza dal tee è stato solo superato da Bradley. Credo che rimanga un giocatore su cui puntare nei prossimi eventi in calendario nel PGA Tour. Infine 2 parole anche per John Huh che si piazza dopo il terzetto appena citato condividendo l'ottavo posto finale con Charley Hoffman e guadagnando poco più di 200 mila dollari, ebbene il ventitreenne di New York, ma anche lui in parte rappresentante a causa delle chiari origini di quella la Corea del Sud già trionfatrice con Sang-Moon Bae, entra finalmente in questo 2013 in un top-10 dopo che l'anno scorso a fine febbraio era riuscito a rompere il ghiaccio vincendo l'alternate messicano, il Mayakoba Golf Classic per poi piazzarsi secondo nel Valero Texas Open e con altri piazzamenti arrivare vicino ai primi 50 della classifica mondiale, in questa stagione da sophomore sembrava che stesse un po perdendosi nelle tipiche difficoltà del secondo anno ma finalmente il suo talento, che a mio avviso è uno dei migliori visti in circolazione in questi anni tra le giovani speranze del Golf internazionale, è uscito nuovamente fuori e il giovane Huh nato a New York da genitori sud coreani ha fatto vedere tutta la sua capacità nell'amministrare in modo perfetto i fondamentali di questo Sport.
- by erma.xs1C0. 2013 -
HP Byron Nelson Championship 2013 – a metà gara
Keegan Bradley va al massimo !!
Un inizio veramente al massimo della potenza quello di Keegan Bradley al Byron Nelson Championship 2013, lui che, edizione 2011, proprio al TPC Las Colinas ottenne la sua prima vittoria in carriera PGA in una annata nel quale il percorso fu quinto dell'anno come difficoltà, ma questo non sembra che preoccupi molto il ventiseienne del Vermont e attuale n. 14 del ranking mondiale, esordire in questa nuova partecipazione al Byron Nelson con un 60 (-10) non è roba da chiunque. Intanto solamente Phil Mickelson aveva saputo emozionare con score simili il pubblico del PGA Tour in questi mesi già trascorsi del 2013, quando nel primo round del Waste Management Phoenix Open segnò lo stesso punteggio sulla sua scoreboard. Visto che trovare sulla strada di un torneo un 60, anche se questo succede in un par-70, altre curiosità in merito: ha pareggiato il record del Byron Nelson ottenendo lo stesso score di qualcuno chiamato Sam Snead (II round del 1957 al Glen Lakes Country Club) e di Arron Oberholser (II round 2006 al Cottonwood Valley); il suo 60 supera il precedente record del TPC Four Seasons di 61 che era stato ottenuto da Cameron Beckman (2010), Justin Leonard (2001), Charlie Rymer (1996), e Billy Mayfair (1993), batte il suo record personale che era di 63 messo a segno nel III round del Deutsche Bank Championship 2012 e nel II Round del Waste Management di questa stagione, infine per capire il valore di tale gesto sportivo questa è stata solo la ventottesima volta che è stato fatto segnare un 60 nella storia del PGA Tour. Se poi si passa alla parte più tecnica dello score di Bradley c'è un qualcosa che lo rende ancora più incredibile: Keegs è partito per il suo sensazionale cammino verso il 60 dalla n.10 e alla nona buca giocata, la n.18, ha fatto un bogey che ha pensato di ripetere nella successiva buca, la n.1, quindi un punteggio così basso ma sporcato da 2 bogeys consecutivi, difficile crederci ma è andata così, è ovvio che le altre 16 buche portano questa serie di risultati: 1 eagle, 5 pars, 10 birdies con una serie di eagle-birdie-birdie tra la n.7, 8 e 9 che difficilmente si potrà rivedere a Irving. Bradley veniva da due missed cuts, prima al Classic di New Orleans, non molto previsto perchè il 69 (-3) che lo aveva collocato al trentunesimo posto dopo le inaugurali 18 buche non era poi così malaccio, ma poi arrivò un 74 (+2) che, complice un cut piuttosto basso, lo tagliò fuori definitivamente anche se il totale di 143 era un colpo sotto il par, successivamente anche al TPC at Sawgrass, abituale scenario del The Players Championship, arrivò l'altro taglio, il secondo consecutivo, a causa di un 70-77 che lo lasciò, con 147, 3 colpi sopra il par. Miglior riscatto personale non c'era se non quella di piazzare un gran numero come è stato il 60 (-10) d'apertura nel HP-BNC 2013 e che, soprattutto, gli ha permesso di mettere alle sue spalle gli altri giocatori dopo che con il secondo round, chiuso con 9 colpi in più rispetto al giorno prima ma restando in ogni caso sotto il par con 69 (-1), il suo totale dopo 36 buche è di 129 colpi (-11), e sono già 3 in meno dei secondi in classifica, il sud coreano Sang-Moon Bae ed il connazionale Tom Gillis che sono a quota 132 (-8), ancora più indietro John Huh, Ryan Palmer e Charl Schwartzel con 133 (-7) a 4 colpi da Bradley. Il più alto nel ranking mondiale in campo in questo prima puntata della doppia serie di Dallas, Louis Oosthuizen è piuttosto indietro, esattamente al posto n.30 con altri 12 giocatori e con 8 colpi da recuperare rispetto a Mr. 60 visto che il suo totale e quello dei suoi compagni di posizione è 137 (-3), peggio del sudafricano fa anche Matt Kuchar con uno score complessivo di 139 colpi (-1), per un paio di colpi salvo dal taglio, come riesce a passare proprio nella zona di confine il vincitore 2012, Jason Dufner, che gioca due 70 (par) consecutivi e precisamente pari (140) con il par che è anche l'ultimo posto all'asciutto attaccato al fiume del cut che scorrendo a partire da quota 141 (+1) si porta via tra gli altri: Jeff Maggert, recente secondo dietro Tiger Woods nel The Players, l'australiano John Senden che è al terzo missed cuts consecutivo in questo torneo dopo il buon settimo posto del 2009, il sud coreano Y.E. Yang, lo svedese Robert Karlsson, quarto al Wells Fargo un paio di settimane fa, gli statunitensi Robert Garrigus, nono a Irving nell'ultima edizione, Ben Curtis, Boo Weekley e il super adolescente cinese Guan Tianlang che nella seconda giornata perde, per sua fortuna, il super e resta adolescente e all terza buca dopo essere entrato in campo inizia una serie di questo peso: doppio bogey, birdie e 5 bogeys consecutivi chiudendo le sue prime 9 buche giocate con un netto +6 al quale aggiungerà un altro +1 nelle restante buche, quel 77 è più interessante che qualsiasi altro numero da prodigio abbia fatto, è vero che è importante fare risultati positivi nello sport ma quando hai 14 anni è obbligatorio dimostrarli tutti. e di questo credo che siano felici tutti quanti, poi i risultati arriveranno anche per il cinesino che di tempo ne ha veramente tanto davanti.
::. in campo .::
- round#01 - Bradley parte dalla n.10 poco prima delle 8 del mattino, in buona compagnia essendo assieme con il detentore del titolo Jason Dufner e con Matt Kuchar, dopo il par alla n.10 per lui e Kuchar ma non per Dufner che rimane corto per una ventina di centimetri con il quarto colpo ed è costretto al bogey, Bradley e Kuchar viaggiano di pari passo con un birdie per uno nella n.11 e ancora una volta Dufner paga dazio perchè si ferma al par in quella che è la quartultima buca come difficoltà in giornata, da quel momento in poi per Keegs non c'è ne è più per nessuno e alla n.17 è già -5, Kuchar -1 e Dufner in seri problemi è a +3, questo vuol dire che in 8 buche Bradley ha saputo distanziare il campione in carica del Byron Nelson Championship di 8 colpi! Ma qualcosa succede perchè il potente motore del ragazzo del Vermont perde qualche colpo e alla n.18 va dritto nel rough di destra con il drive, rientra non troppo bene con il secondo colpo e non è sul green neanche con il terzo colpo che plana quasi sul fringe, il quarto non salva il par e si ferma a meno di mezzo metro per il tap in che vuol dire bogey, non sarebbe niente di male se non fosse che nella buca successiva la prima del percorso di bogey ne arriva un altro per soli 20 centimetri, in questo momento Keegs è a -3 e i suoi compagni di viaggio in parità con il percorso, potrebbe essere l'inizio della fine ma non quel giorno e la risposta del giocatore si dimostra unica, nelle 8 buche che mancano per terminare la sua prima giornata sul campo del TPC Four Seasons Resort arrivano 5 birdies ed un eagle e per Keegan Bradley la chiusura del round è a -10 ... incredibile!!! E' stata veramente una giornata particolare la prima del HP Byron Nelson Championship 2013 che sarà ricordata nella storia di questo evento e tutto ciò che è accaduto prima, durante e dopo l'impresa di Bradley finisce giustamente in sottofondo. Intanto la paura del vento, elemento quasi sempre presente in questa zona degli States, è rientrata per quanto riguarda il primo giorno, non si può dire che sia stato assente per tutto il periodo di gara ma quando si è presentato la velocità non ha mai superato i 20 kmh con qualche punta a 30 chilometri, in un certo senso la velocità di chiudere il primo giro di Bradley ha superato quella del vento, campo di gara leggermente bagnato da una pioggia notturna e questo ha portato i giudici alla decisione di usare la regola del "preferred lies in closely mown areas" quella di cui avevo scritto nell'articolo sul Wells Fargo, dietro allo scatenato Bradley si è piazzato il sudafricano Charl Schwartzel, vincitore del Master 2011, giocatore che si fa notare soprattutto nei grandi appuntamenti, il suo score è stato di 63 (-7) e ha giocato con molta precisione, soprattutto nell'approccio verso il green e sul green stesso, nessun bogey per lui e 7 birdies, dietro a Schwartzel c'è un terzetto di giocatori con 64 colpi (-6) costituito da Harry English, Tedd Potter Jr. e Robert Karlsson. Tra di loro Potter Jr. termina il primo giro senza bogey e con 6 birdies, per gli altri 2 1 bogey ciascuno e 7 birdies, dei 3 l'europeo, Karlsson, è sembrato il meno preciso ma più capace nello sfruttare le occasioni avute, più simile il gioco dei 2 statunitensi. Pure il gruppo che segue con 65 (-5) è composto da 3 giocatori e tra di loro ecco un paio di sudamericani che non si vedevano da tempo tra i primi assieme, si tratta di Camilo Villegas, colombiano, e dell'argentino Angel Cabrera, insieme a loro anche lo statunitense Ryan Palmer. Sia Villegas che Cabrera in momenti diversi avevano fatto bene, il colombiano dopo il nono posto del RBC Heritage aveva subito 2 tagli negli eventi a cui ha partecipato e ha cercato di ribaltare subito il trend negativo dando vita ad un bel primo round, Cabrera invece secondo al The Masters 2013, il torneo che predilige in assoluto di più con una giacca verde conquistata nel 2009 e un settimo posto nel 2011, è riuscito nei secondi e terzi colpi a ribaltare le pessime uscite dal tee dove è stato uno dei peggiori di tutto il campo dei partecipanti, invece addirittura sono stati 17 su 18 i greens in regulation per lui che si è poi difeso abbastanza bene anche con il putting, mentre Palmer continua a tenere un buon ritmo di gioco che in questo 2013 lo ha portato a conquistare 3 Top-10, con 2 quinti posti, l'ultimo nell'appena terminato The Players Championship. Tra i più attesi l'australiano Marc Leishman fa abbastanza bene con 66 (-4), non altrettanto il suo connazionale Jason Day che va sopra di 2 colpi sul par (72), meglio, sempre osservando i risultati dei giocatori più caldi del momento, il 68 (-2) di Jeff Maggert e Jimmy Walker, mentre Kuchar finisce appena sotto il par (69;-1).
- round#02 - il Bradley, che parte questa volta dalla n.1 e poco prima delle 13, non ha molto a che vedere con quello visto il primo giorno nel TPC Four Seasons anzi sembra proprio un altro giocatore anche se alcuni tratti riconoscibili del Bradley del primo round si fanno vedere anche 24 ore dopo, cioè i 2 bogeys ancora una volta alla n.1 e alla n.18, non accade la stessa cosa per eagles e birdies e questa volta Keegs deve accontentarsi di rimanere sotto il par e logicamente in testa dopo aver concluso la prima metà del torneo, il suo punteggio complessivo dopo 36 buche è di 129 (-11) purtroppo, in questo caso, nessun record abbattuto visto che Tiger Woods, per 2 volte, Lee Rinker e Steve Pate avevano in 4 occasioni finito le 2 serie di buche con 128 colpi (-12)in ogni caso a pensarci è proprio un peccato veramente che questo inizio con grandi risultati, record battuti o sfiorati in questi 2 giorni non abbia avuto il testimone più importante cioè proprio lui il grande Byron Nelson, il leader solitario della classifica, una volta rientrato in clubhouse, ha dichiarato che in un certo senso è stato più contento della sua prestazione di oggi rispetto a quella di ieri perchè il secondo round lo ha giocato infastidito da un qualcosa sia a livello fisico che mentale che lo ha veramente impaurito di non riuscire a chiudere bene le 18 buche del secondo round rischiando una rovinosa caduta in classifica, invece Bradley ha saputo reagire a questa situazione, ha parlato anche che in alcuni momenti ha avuto difficoltà nell'usare bene le dita ma alla fine ha saputo chiudere positivamente anche questo secondo round e a questo punto ha un vantaggio sui secondi di 3 colpi. Il vero protagonista della giornata è stato senza dubbio Tom Gillis che ha totalizzato un 63 molto basso che gli ha fatto fare un bel balzo in avanti in classifica, passando dalla posizione n.55 dopo il primo turno al secondo posto in classifica, insieme a lui il sud coreano Sang-Moon Bae, entrambi con 132 (-8) come punteggio a metà gara. Gillis è stato molto bravo sul green, dove addirittura per 13 volte gli è bastato un solo putt per imbucare la pallina, migliore tra tutti i giocatori in campo, come lo è stato anche nei Fairways Hits di giornata (12), migliore tra tutti ma, in questo caso, assieme a Fabian Gomez, che non se ne fa niente della sua precisione dal tee visto che il 70 (par) non lo salva dal taglio e a D.H. Lee che finisce il giorno di gara a quota 69 (-1). Per quanto concerne Sang-Moon Bae per il secondo giorno consecutivo ha bisogno di 66 colpi (-4) per imbucare 18 volte, e nel secondo round ne usa 32 nelle prime 9 e 34 nelle seconde invertendo il risultato del giorno prima, per lui questo è l'anno da sophomore perchè nonostante abbia già una discreta esperienza a livello continentale con 11 vittorie di cui 8 suddivise in tre tour asiatici come l'Asia Tour, il OneAsian Tour e il Japan Tour dove, tra l'altro, ha ottenuto anche il suo ultimo successo, era il 2011 con il prestigioso Japan Championship che nella sua storia vanta anche una doppia vittoria back-to-back del mitico Seve Ballesteros nel 1978-79, ma, concludendo con Sang-Moon Bae che è solo ventiseienne, tante vittorie in Asia ma ancora all'asciutto nel PGA Tour. Altra bella rimonta di giornata è stata quella di un altro "quasi coreano" John Huh che è di New York ma in effetti da 2 genitori sud coreani che lo riportano nel paese asiatico a 2 anni d'età rimanendoci per altri 12 prima di intraprendere definitivamente il viaggio verso gli States esattamente nell'Illinois a Chicago dove è rimasto 3 anni prima di andare a risiedere a Los Angeles, dove tra l'altro c'è una delle comunità più popolose di coreani nel mondo. Molto giovane, classe 90, nello scorso anno ha rotto il ghiaccio, nonostante i soli 22 anni, vincendo il Mayakoba Classic di Cancun in Messico, che fino all'anno scorso era un alternate e invece da questo autunno 2013, anche se con il nuovo calendario adottato dal PGA Tour sarà considerata stagione 2013/2014, si trasforma in torneo di primo livello. John Huh dopo che aveva ottenuto con le prime 18 buche al TPC Four Seasons di Irving 69 (-1), anche lui come Gillis al cinquantacinquesimo posto, ha giocato meglio e con più sicurezza, soprattutto sui fairways, nel secondo giorno ed è arrivato un discreto 64 (-6) che lo porta fino al quarto posto, per lui sono arrivati ancora 2 bogeys, ora sono 4 in totale, ma sono stati i tanti birdies, 8, che lo hanno fatto ottenere il secondo punteggio più basso di giornata dietro a Gillis che è stato il migliore nelle seconde 18 buche del HP Byron Nelson 2013. Con Huh e con 133 come score (-7) ci sono anche Schwartzel che ha peggiorato di 7 colpi la bella prestazione del giorno precedente passando da 63 (-7) a 70 (par), troppi putts per il sudafricano che ne ha già tirati 62 e imprecisione anche nell'uscire dai bunkers e nei salvataggi del par comunque, ragione per la quale deve mettere in conto a fine giornata 3 bogeys, e c'è pure Ryan Palmer anche lui più alto con 68 (-2) rispetto al giovedì. Tagliati avendo passato quota 140 78 giocatori, mentre 83 hanno fatto il taglio, questo significa che essendo più di 78 i golfisti ancora in competizione, quindi più della metà dei partenti, un piccolo taglio ci sarà anche dopo le 54 buche. Intanto restano fuori Guan Tianlang, il quattordicenne cinese sempre più preda dei media di tutto il mondo in quanto "fenomeno", il suo 77 (-7) è troppo alto ma come scritto sopra è segno tangibile del suo essere più umano e meno prodigio e la strada per l'adolescente cinese è lunga ma sicuramente allo stesso tempo sicura portatrice di grandi soddisfazioni ma soprattutto diamo tempo al tempo. Altro discorso per Pride, Maggert, soprattutto lo svedese Karlsson che il primo round lo aveva visto grande protagonista con 64 ma che invece nel secondo fa peggio anche del piccolo Tianlang arrivando a quota 78 (+8), c'è anche un triplo bogey nel par-4 della n.7 che lo vede arrivare sul green solo con il quinto colpo e oltre a questo anche 6 bogeys e un solo birdie! Un disastro totale per l'europeo che nel secondo round non riesce a raggiungere i greens di Irving in nessun modo (2 i GIR), se ne tornano a casa anche Gardiner, Garrigus, Boo Weekley tra gli altri.
- by erma.xs1C0. 2013 -
HP Byron Nelson Championship 2013
Altra sbornia passata, si intende quella della grande vittoria di Tiger Woods al TPC at Sawgrass di Ponte Vedra Beach nel "sunshine state" cioè la Florida anche se in versione un po piovosa, come è stata assolutamente pioggia di numeri quella scaturita dalla vittoria di Woods che sta sempre più rafforzando l'idea in tutti gli appassionati del grande Golf che questa stagione 2013 può diventare una delle più sensazionali per il fuoriclasse californiano. Ma nel PGA Tour si continua ad andare avanti e dopo un grande torneo, il quinto Major, ecco arrivare un altro se non così titolato ma senza dubbio molto interessante e con una ricca storia alle spalle, sin tratta del HP Byron Nelson Championship, uno dei pochi eventi, l'unico per molti anni, intitolato ad un giocatore che lo visse di persona per parecchio tempo senza mai negare la sua presenza, anche se negli ultimi anni di vita si era fatta un po più problematica, poi nel 2006 Byron Nelson lasciò la vita terrena all'età di 94 anni e dopo essere stato uno dei veramente grandi di questo Sport. In carriera vinse 64 volte, 52 nel PGA Tour con 5 Majors conquistati. Lord Byron, come veniva spesso soprannominato, fu grande amico di Bing Crosby, che frequentò molto durante il periodo della II Guerra Mondiale, quando furono impegnati assieme nell'organizzare eventi benefici pro militari e proprio alla fine delle ostilità, nel 1945, Nelson fu protagonista di una delle annate sportive più gloriose di qualsiasi Sport, fu infatti capace di vincere 18 tornei su 35 ai quali partecipò in quella stagione, 11 vittorie arrivarono addirittura una dietro l'altra consecutivamente, 92 rounds giocati nel 1945 da Byron Nelson furono sotto il par mentre solo 20 sopra, queste imprese sono ancora imbattute e rimarranno per sempre nella storia non solo del Golf ma di tutto lo Sport in generale. La cosa che ha dell'incredibile che in quel 1945 Byron Nelson fu capace anche di arrivare per 7 volte secondo! Questo evento a lui intitolato a partire dal 1968 nasce molti anni prima proprio in epoca di guerra, esattamente nel 1944 e fu vinto da un texano trentaduenne di nome Byron Nelson, eh si, proprio lui, la competizione si chiamava Texas Victory Open, divenne poi Dallas Open, Dallas Invitational, Dallas Centennial Open, Texas International Open, Dallas Open Invitational, Byron Nelson Golf Classic, GTE Byron Nelson Golf Classic, GTE Byron Nelson Classic, Verizon Byron Nelson Classic, EDS Byron Nelson Championship e finalmente HP Byron Nelson Championship. Nel 1963 il campo di gara dell'evento ha ospitato il PGA Championship che si disputò infatti a Dallas, il Byron Nelson Championship oltre ad essere uno dei 4 eventi del PGA Tour che si svolgono in Texas è uno dei 2 che si giocano nell'area metropolitana di Fort Worth - Dallas, oltre al Byron Nelson Championship si svolge in questo pezzo di USA anche quello che attualmente è denominato The Crowne Plaza Invitational at Colonial, uno dei rari eventi che Woods non ha mai vinto in carriera e che si svolgerà la prossima settimana.
::. - il field dove si gioca - .:: a Irving nel Four Seasons Resort and Club si gioca l'evento intitolato a Byron Nelson, la cittadina si trova poche miglia a nord di Dallas, si tratta di un TPC, un Tournament Players Club, cioè un gruppo di Golf Club sia privati che pubblici che lavorano sotto il marchio del PGA Tour che a sua volta da piena disponibilità per far funzionare al meglio questi clubs perchè molti di loro ospitano eventi del circuito maggiore, oppure del Web.Com Tour e del Champions Tour, lo stesso percorso di Ponte Vedra Beach, dove si è appena concluso il The Players Championship 2013, appartiene allo stesso gruppo e lo si nota anche dal nome TPC at Sawgrass. In particolare il percorso texano, negli ultimi 10 anni è stato inserito anche parte di un altro percorso che si chiama Cottonwood Valley del quale in particolari condizioni atmosferiche, pioggia, forte vento si giocano alcune buche. Il percorso principale nasce dai progetti ed i disegni di Jay Morrish nel 1986 e 18 anni dopo, D.A. Weibring and Steve Wolford cambiano alcune cose modificando di fatto il campo di gara, questo avviene tra la fine del 2007 e il 2008. Le misure del Four Seasons Resort Las Colinas, che è un par 70 (35-35), sono 7166 yards (6552 mt. ca), , 120 0 ft 2 di area media come tee (110 m 2 ca), 6000 ft 2 di area media per i greens (558 m 2 ca), 35 acri di fairways e 150 di rough, 68 bunkers, 8 ostacoli d'acqua, una velocità di stimpmeter pari a 10,5 / 11 ft, si tratta di un percorso valutato con 76 di rate e 142 di slope, nei tees si trova della Tifsport bermudagrass tagliata a 0,400 (2,5 cm.), che è la stessa misura per i fairways in bermudagrass come lo è il rough con taglio a 2.25 (14 cm.), i greens sono in bentgrass a 0,130 (0,83 cm.) ed è tutto rispetto a taglio ed erba. Il sovraintendente certificato che è al comando del percorso è Rusty Wilson che lavora al Four Seasons Resort and Club da quasi 10 anni e che ha un esperienza come sovraintendente di campi da Golf da almeno 12 anni. Scott Abernathy è il direttore della manutenzione e della preparazione esterna al percorso mentre Vail Tolbert è responsabile delle pubbliche relazioni. Tornando alla configurazione del percorso le modifiche apportate 5 anni fa sono state fondamentali per quanto riguarda i fairways che sono più ristretti tra file di alberi rispetto al percorso originale e sono pure passati da un tipo di erba invernale, la ryegrass, a uno più primaverile come la bermudagrass, un cambio di tipo botanico reso possibile dal fatto che il torneo ha avuto come nuova collocazione nel calendario del PGA Tour il mese di maggio,cambiamenti pure per i greens che sono stati resi più ondulati e in qualche zona anche un po più larghi, in termini generali si è cercato di coinvolgere di più nel campo di gara i ruscelli e i laghetti presenti nell'area del Resort, addirittura nella n.18 si è voluto dare un tocco di maggior teatralità e spettacolo con l'inserimento di una piccola cascata d'acqua tra quattro laghetti. La zona è battuta da un forte vento proveniente da nord nei mesi più freddi e da sud in quelli caldi che può condizionare decisamente il gioco in alcune buche, questo fattore atmosferico e il tipo di fairways guidato dalle strisce di alberi con molti bunkers laterali porta spesso all'uso, in questo torneo, di ferri al posto del drive perchè i rischi che si corrono in diverse buche sono parecchi e non conviene forzare dove ci sono grosse possibilità di finire in qualche ostacolo se non fuori dai limiti del campo di gara, il TPC Las Colinas è stato più volte nei Top-10 come difficoltà del percorso, l'anno scorso, dopo il quinto posto del 2011, è stato considerato il quattordicesimo più difficoltoso della stagione PGA. A proposito dell'edizione 2011 che fu veramente una dimostrazione chiara delle difficoltà del campo di gara, Keegan Bradley, che ottenne in quella stagione il suo primo successo in carriera, terminò le 72 buche regolari con 277 colpi cioè 3 sotto il par, lo stesso che ottenne anche Ryan Palmer poi sconfitto nello spareggio, è anche vero che 2 anni prima l'argentino Rory Sabbatini fu capace di vincere invece con 19 colpi sotto il par ma fu un risultato particolare e relativo a quella edizione perchè generalmente la quota vittoria in questo TPC è intorno al 10 sotto il par colpo in più, colpo in meno. Dopo 5 anni dalle radicali modifiche apportate da D.A. Weibring and Steve Wolford non si può ancora parlare di un campo di gara ben conosciuto, bisogna saper colpire la pallina bene, l'anno scorso molte delle sue buche hanno avuto medie bassissime come fairway hits è stato il quarto percorso come peggiore fairways hits e una volta raggiunti bisogna cercare di andare sul green velocemente ma è li che questo percorso diventa difficile perchè si gioca in corridoi definiti e stretti e saper prendere il green anche da qualche pezzo di rough può diventare un'arma vincente, quindi gran colpo dal tee e poi in fretta sul green senza perdersi, assolutamente bisogna non fallire i birdies sui 4, purtroppo solo quelli (ndr), par-5 del TPC Las Colinas Four Seasons saranno molto utili nel conteggio finale. In caso di forte vento ed è una probabilità che molto facilmente si fa presente nei 4 giorni di gara, bisogna fare molta attenzione ai giocatori australiani che sono abituati a giocare con vento forte e per questo sono considerati degli specialisti in merito. Che addirittura sia uno dei percorsi meno amati, questa è la voce che corre nelle clubhouses di tanti altri campi da gara, è ben evidenziato dalle tante rinunce che si sono accumulate anno dopo anno a partire dalla morte di Byron Nelson, "fare presenza" era soprattutto un obbligo per non mancare di rispetto ad una vera personalità, in tutti i sensi, come lo era Nelson, adesso che lui non c'è più tanti bigs non si sono più visti dalle parti di Irving. Esistono anche altri dati interessanti che riguardano il Four Seasons, come avere uno degli inizi più tosti (riguarda la difficoltà delle buche 1 - 3 nell'anno 2012) che si possono trovare nel PGA Tour, di avere il par-4 più lungo in circolazione di questi tempi che è la buca n.3 che misura le sue 528 yards (483 mt.) al completo. C'è poi la realtà del nuovo percorso che sta per essere disegnato e costruito e che dovrebbe iniziare la sua attività nel 2019 e che prenderà il posto de Las Colinas, il percorso nascerà nella parte opposta a questo che si trova invece vicino all'aeroporto di Fort Worth nella parte settentrionale di Dallas, mentre il nuovo che si chiamerà Trinity Forest sarà invece a sud e sarà completamente fatto ex-novo e come sempre accade cercherà di accontentare l'attuale ciurma del transatlantico chiamato PGA Tour, anche Weibring & Wolford hanno provato ad avvicinarsi ai gusti attuali ma alla fine, rimodellando un qualcosa già esistente, il prodotto finale non è stato come si attendeva ed è nato un campo di gara particolare e interessante, peccato per il field di partecipanti.
::. - il field di chi gioca - .:: come appena scritto sopra field un po così e così, in campo ci saranno a contendersi la quarantaseiesima edizione del Byron Nelson Championship, prendendo in considerazione gli eventi partiti dal 1968, primo anno con la denominazione Byron Nelson fino all'ultima un lotto di giocatori discreti ma niente di troppo eccezionale: 11 dei primi 50 giocatori al mondo sono presenti a Dallas, uno solo arriva dal Top-10 ed è il sudafricano Louis Oosthuizen (n.7), poi il miglior piazzato dopo di lui nel ranking ufficiale mondiale è Matt Kuchar (n.12), seguito da Keegan Bradley (n.14), Charl Schwartzel (n.17), Jason Dufner (n.20) e Jason Day (n.25) e questi sono giocatori che fanno parte dei primi 25 al mondo, ci sono poi altri 5 golfisti che sono presenti nei primi 50 dell'ultima classifica aggiornata al 13 maggio scorso dato che è pubblicata ufficialmente dal OWGR ogni lunedì e sono: Martin Kaymer (n.35), Robert Garrigus (n.38), Scott Piercy (n.41), D.A. Points (n.47) e Fredrik Jacobson (n.48). Ci sono 8 vincitori di passate edizioni Jason Dufner (2012), Keegan Bradley (2011), Jason Day (2010), Rory Sabbatini (2009), Scott Verplank (2007), Ted Purdy (2005), Vijay Singh (2003) e Jesper Parnevik (2000). Dei partecipanti all'evento 3 hanno già vinto una volta nel 2013: Brian Gay (Humana Challenge), Matt Kuchar (WGC-Accenture Match Play Championship) e D.A. Points (Shell Houston Open). Questo torneo si associa immediatamente a Jason Day, l'australiano terzo al Masters ha già centrato 4 Top-10 nel 2013 ed è sempre stato molto bravo a Las Colinas, vincitore nel 2010, quinto l'anno successivo e nono la passata edizione anche se a 18 buche dalla conclusione era secondo e si può dire che abbia perso il torneo più lui da solo che non colui che l'ha definitivamente sconfitto ovvero Dufner, perchè se dopo 54 buche era ad un colpo dallo stesso Dufner, insieme a Dicky Pride e J.J. Henry che in parte si confermarono finendo rispettivamente secondo e terzo, nell'ultimo e decisivo round si perse per il percorso e accumulò altri 5 colpi di distacco perdendo 7 posizioni. Lo stesso Pride può tornare a fare bene come nella edizione 2012 appena citata con 4 rounds tutti sotto il par e il secondo posto finale, nel 2013 dopo il nono posto nel Sony Open in Hawaii è arrivato al bordo della Top-10 in Portorico con l'undicesimo posto e subito dopo ventunesimo nel Tampa Bay Championship, niente di eccezionale ma a mio avviso a Irving può ripetersi benissimo, rimanendo al 2012 potrebbe anche starci la doppietta di Dufner che dopo l'esplosiva stagione appena trascorsa con le sue 2 prime vittorie nel PGA Tour, Byron Nelson Championship compreso, ha proseguito alla grande all'inizio del nuovo anno per frenare un po con il passare dei mesi, il ventesimo posto ad Augusta ha dimostrato che sui percorsi che contano Dufner sa dire la sua, Marc Leishman è il secondo australiano della lista dei miei favoriti per questo evento che si svolge nel Lone Star State, gli ultimi 3 tornei la dicono tutta: quarto al Masters, nono al RBC Heritage sull'isoletta di Hilton Head e poi altra gran prestazione al TPC at Sawgrass con l'ottavo posto nel The Players, anche per lui vale l'equazione dei più forti, percorsi difficili uguale buoni risultati, Ryan Palmer, lui lo metterei sempre perchè mi da proprio l'impressione della vittoria che sta correndo verso di lui e Palmer che a sua volta corre verso la vittoria: è tutto detto così! Continuiamo con i power hitter: Bubba Watson, il prezzemolo se si parla di bombaroli, non è presente e allora che ne sarà invece di Bradley, ha già vinto in Texas versione Byron Nelson e ultima sua vittoria, la terza in totale, lo scorso agosto nel WGC - Bridgestone Invitational poi piazzamenti a non finire, nel 2013 inutile parlarne ... 3 volte nei primi 4, quindi manca solo tornare nuovamente sul podio più alto e su questo percorso se la può giocare con Dufner e Day come miglior media prestazione ... occhio! Schwartzel ha perso un po di posizioni nel ranking mondiale, partito dalla n.14 ad inizio 2013 è adesso al diciassettesimo posto e mancando sia Ian Poulter che Webb Simpson, i 2 giocatori che lo precedono al n.15 e n.16 rispettivamente, un gran risultato ottenuto da queste parti lo potrebbe riportare tra i Top-15 mondiali, da tenere in considerazione assolutamente. E poi qualche outsiders / sleepers / underdogs o come preferite chiamarli tipo Jeff Maggert, D.H. Lee, Robert Garrigus, Freddie Jacobson, Harris English e Stuart Appleby. Per l'onore di cronaca sarà in campo anche Guan Tianlang il quattordicenne cinese che continua la sua esperienza tra i "grandi" e come sempre attirerà molti ... ma proprio molti media. Per concludere l'immancabile nota veniale: il torneo ha un montepremi di 6,700,000 $ e al vincitore andranno 1,206,000 $ - sempre per il primo classificato anche un bottino di 500 punti FedExCup 2013. Il detentore del titolo è Jason Dufner che ottenne la sua seconda vittoria di carriera sconfiggendo per un solo colpo Dicky Pride.
::. - un po di storia - .:: come già scritto il primo vincitore del torneo, prendendo in considerazione tutta la storia a partire dal Dallas Open 1944, è stato proprio Byron Nelson e i 2 vincitori successivi furono nell'ordine Sam Snead e Ben Hogan ... che inizio! Byron Nelson ha quindi il record che non sarà mai più battuto di avere un torneo intitolato a se stesso e nessuno mai più potrà superarlo in questo, quello che eventualmente potrebbe accadere è che qualcuno abbia un torneo intitolato a se stesso in età più giovane di quella che ebbe Byron Nelson, nel 1968 quando iniziò l'avventura dell'evento con il suo nome, il grande Nelson aveva 56 anni. Riguardo proprio a questioni di età, Snead vinse per la terza volta questa competizione nel 1958 dopo che aveva trionfato anche l'anno precedente, 1957, ma la sua terza e ultima volta che vinse aveva 46 anni compiuti da 12 giorni e rimane tuttora il giocatore più avanti con gli anni (forma gentile per evitare lo scomodo "vecchio") ad aver vinto il torneo. Anche Nicklaus vinse per 2 anni di seguito, 1970 e 1971, e nell'edizione del 1970 batté in un playoff Arnold Palmer questi 2 successi furono gli unici consecutivi insieme a quelli di Snead nella storia del torneo, perchè le vittorie ottenute in serie da Tom Watson furono addirittura 3: 1978, 1979 e 1980! Tiger Woods ha lasciato un segno anche nel Byron Nelson perchè nella sua partecipazione del 2005 fu fatto fuori da un missed cut che interruppe una striscia positiva di partecipazioni senza mai essere tagliato che durò 142 tornei, il Byron Nelson a partire dal 1970 è uno degli eventi più "indecisi" nel trovarsi un vincitore, infatti a partire da quella edizione ci sono stati 15 playoffs. Come tradizione del torneo e fino al 2006, anno della sua scomparsa, Byron Nelson aspettava il vincitore per fargli le sue congratulazioni stringendogli la mano, seduto su una sedia, nel percorso che dal green della n.18 portava verso la clubhouse.
- by erma.xs1C0. 2013 -
The Players Championship – il 2013 è proprio l’anno della Tigre… dopo 12 anni Woods vince The Players
Non ci sono dubbi questa stagione non sancisce semplicemente il ritorno di Tiger Woods ad uno stato di forma di un certo livello, è invece uno dei suoi migliori anni di sempre, mai era stato così veloce nel raggiungere le 4 vittorie stagionali come è successo in questo incredibile 2013 e la vittoria del The Players Championship 2013 è la sua settantottesima nel PGA Tour, davanti a lui c'è solo Sam Snead con 4 vittorie in più a quota 82 e la possibilità di raggiungerlo e superarlo, cosa che era sembrata così difficile nel momento peggiore della sua situazione personale degli anni appena trascorsi, 2010 e parte del 2011; è nuovamente viva e soprattutto fattibile e anche questo record servirebbe a sancire definitivamente la sua assoluta consacrazione a miglior giocatore di sempre del Golf mondiale, è vero che manca pure il raggiungimento delle 18 vittorie nei Majors, ottenute in carriera da Jack Nicklaus, Woods è fermo a 14 da troppo tempo, era il 16 giugno 2008 quando a Torrey Pines veniva proclamato vincitore dello U.S. Open n. 108 dopo aver battuto nel playoff Rocco Mediate, sono quindi 5 anni che la Tigre non agguanta uno dei 4 tornei considerati Majors e dal primo vinto, il Masters del 1997 solamente nel 1998 e poi per 2 anni consecutivi, 2003 e 2004 è rimasto senza Major, in questo 2013, dove ha fatto vedere una condizione e uno stato di forma raramente visti nella sua carriera, è stato già giocato solo 1 Major, The Masters, ne mancano altri 3 prima della fine della stagione, pareggiare ed eventualmente superare Nicklaus non è certamente facile ma se Woods già nel 2013 sarà in grado di vincere almeno in un'occasione l'impresa si avvicinerebbe molto. Che dire di questo torneo: in parte si è rivista in campo una sfida, "a feud" direbbero gli americani, tra Woods e Sergio Garcia che è un classico del Golf moderno, con una caratteristica speciale che quando i 2 arrivano a giocarsi un torneo nel weekend vince sempre Woods ma in ogni caso anche questa volta ha attirato molte persone a guardarla in TV, la suspense si è anche protratta dovuto al fatto che il terzo round ha avuto un paio di sospensioni dovute alle minacce di un violento temporale e una successiva volta per l'oscurità, a causa di questo il terzo giro di buche si è completato la domenica mattina presto. Comunque, The Players, nella domenica pomeridiana statunitense ha avuto picchi altissimi di share televisivo. I 2 giocatori sono entrati in campo, quando mancavano le ultime 18 buche da completare, in testa alla classifica generale ed in compagnia di una delle maggiori sorprese di questa edizione, lo svedese David Lingmerth, e la loro sfida è stata intensamente giocata colpo dopo colpo, superata indenne la prima buca del Gauntlet toccava ai 2 sfidanti in perfetta parità terminare il torneo con le ultime 2 buche, l'isola della 17 e la temibile n.18 che ha seminato vittime su vittime per tutti i 4 giorni di gara, ma già sull'isola è arrivata la sentenza definitiva che determinava chi tra i 2 sicuramente non avrebbe vinto il The Players Championship, Garcia usciva dalla penultima buca del TPC at Sawgrass con le ossa distrutte dalla batosta presa, un quadruplo bogey con 2 discese nell'acqua e un putt per salvare almeno 1 colpo finito troppo lungo, l'ultima buca era un'altra tortura per El Niño, questa volta segnava un doppio bogey, mentre Woods, rischiando poco, terminava prima dell'europeo, essendo partito con Casey Wittenberg 10 minuti prima di Garcia e Lingmerth, le ultime 2 buche entrambe con un par e accumulava in quel brevissimo tratto di percorso qualcosa come 6 colpi di vantaggio su Garcia. Da parte sua Lingmerth, rimasto dietro ai 2 per almeno metà percorso, non riusciva a colmare la differenza che gli avrebbe consentito di portare Woods allo spareggio. Questa in poche righe la cronaca di una sfida, che richiederebbe comunque ben altro spazio, giocata con passione, determinazione e grande classe dai 2 giocatori e con qualche comprimario da tenere sempre sotto osservazione. Non si è visto in questo scontro un golfista che avrebbe dovuto invece giocarsi la vittoria con il suo più grande rivale, intendo il numero 2 mondiale Rory McIlroy che dopo una brutta prova come quella offerta sabato nel terzo round si è svegliato troppo tardi nel giro conclusivo riuscendo a chiudere con le seconde nove migliori (32; -4) di giornata che per lo meno sono servite a fargli recuperare nuovamente qualche posizione nella generale conclusa all'ottavo posto, ma da lui, ripeto, è mancata la presenza nel momento clou di questo The Players che avrebbe ravvivato ancora di più la contesa in campo. Oltre a Lingmerth si meritano una citazione per la ottima prestazione offerta: Kevin Streelman, al suo terzo Top-10 consecutivo, uno dei migliori nel sempre difficile quarto round, il quarantanovenne e da poco rientrato sui campi del PGA Tour, Jeff Maggert, gli europei, in generale bravi in questo evento, Martin Laird e Henrik Stenson, poi un bravo anche per Ryan Palmer una parola anche per Castro, non il leader cubano, ma Roberto giovane golfista di Houston che ha acceso le micce di questa edizione del quinto Major con una prestazione notevole nel primo round, un 63 (-9) che lo ha aiutato ad ottenere una diciannovesima posizione finale. Con questa vittoria è inutile dire che Woods domina già tutte le classifiche generali, da quelle di merito a quelle dei guadagni passando per la FedExCup e non siamo neanche a metà dell'opera.
::. in campo .::
- round#03 - recupera un colpo Tiger Woods e ne recupera 3 Lingmerth, sempre molto concreto, Garcia adesso condivide con questi 2 giocatori la leadership del torneo con un totale di 205 colpi (-11) e con 3 inseguitori a pari merito in quarta posizione con un ritardo di un colpo solo a quota 206 (-10), sono Ryan Palmer, Henrik Stenson e Casey Wittenberg, con 207 (-9) si trova da solo Jeff Maggert, più che redivivo alla bellezza di 49 anni, David Lynn e Hunter Mahan sono dietro di lui con 208 colpi (-8) e per chiudere chi occupa le prime 10 posizioni ecco il trio che si trova proprio al decimo posto con 209 colpi (-7), Lee Westwood, Marc Leishmann e Greg Chalmers. Un totale di 13 giocatori che hanno chiuso le 3 giornate di competizione in un margine di 4 colpi e costituito da un mix di forti giocatori, di promesse e riscoperte o autentiche sorprese, per loro, chi di più e chi di meno, esistono possibilità di vincere, logicamente i grandi favoriti sono quelli davanti a tutti, soprattutto Woods e Garcia, ma anche Lingmerth se non si fa condizionare da questa grande chance di poter vincere un tale evento, loro sono quelli che possono salire sul podio più alto. Iniziando proprio dal giovane europeo bisogna affermare che addirittura al termine del sabato era in testa alla classifica dopo che un eagle alla sedicesima buca e un birdie alla successiva n.17, l'isola, lo portavano ad un parziale di 64 colpi (-4) ma la domenica mattina rientrato per giocare la buca mancante per la seconda volta, diventerà poi la terza poco dopo, segnava un bogey che lo riportava a -3 con il quale concludeva il terzo round per un totale dopo 54 buche di 205 (-11), finalmente Maggert si sta confermando round dopo round a differenza di altri tornei giocati soprattutto nei primi mesi dell'anno quando in tre occasioni consecutive come nello Humana Challenge, nel Waste Management Phoenix Open e nel'AT&T Pebble Beach Pro Am aveva giocato un primo round da Top-10 per poi perdersi nei successivi giorni, in questo The Players è partito un po in sordina e ha risalito la classifica fino al settimo posto dove si è ritrovato dopo 54 buche, il suo terzo round è stato il migliore del gruppo di giocatori rimasti in campo e lo ha concluso con 66 (-6) grazie a un buon numero di birdies, 7, e l'immancabile bogey della n.18 sempre di più la prima buca come difficoltà del percorso di Ponte Vedra Beach, un colpo in più che toglie a Maggert la possibilità di condividere la quarta posizione con il terzetto composto da Stenson, Ryan Palmer e Wittenberg che finalmente riesce a far vedere qualcosa delle sue ottime caratteristiche che gli hanno permesso di vivere una grande annata nel 2012 nel Web.Com che lo hanno portato ad essere nominato il giocatore dell'anno per la stagione 2012 nel Tour di sviluppo, terzo round favorevole anche per Louis Oosthuizen che nel precedente giorno aveva concluso le 18 buche con 75 colpi, fa invece bene soprattutto ha voluto vendicare il quadruplo bogey del secondo round, riuscendo a piazzare una serie di 6 birdies consecutivi a partire dalla buca n.9 fino alla n.14 e un finale per il round di 67 colpi (-5) che lo rilancia tra i primi 20 del torneo. Molto bravo anche David Lynn, 68 (-4), che agguanta Hunter Mahan all'ottava posizione buttando via con qualche errore di troppo un punteggio che poteva essere un 65 massimo 66 e che invece dopo un inizio a suon di birdies è diventato più complicato per 3 bogeys a cavallo tra la fine della prima parte e l'inizio della seconda del TPC at Sawgrass.
- round#04 - la domenica inizia con chi deve ancora portare a termine il terzo round e alla sette del mattino otto giocatori sono già al lavoro per poter chiudere le 54 buche e più tardi iniziare l'ultimo giro del TPC at Sawgrass, ci sono ancora preoccupazioni per un eventuale temporale nel primo pomeriggio ma non ci saranno poi grossi problemi e come previsto la gara si può concludere proclamando il quarantesimo campione del The Players Championship, e della battaglia tra Garcia e Woods e loro battaglie ne ho già detto sopra ma mi viene da immaginare cosa sia successo nella testa dello spagnolo quando ha visto la sua pallina decisiva inabissarsi nell'acqua e dare ancora una volta al solito avversario di sempre l'ennesima gioia della vittoria, anche questa volta el niño è mancato sul più bello quando bisogna tirar fuori gli artigli, quelli di cui è invece ben dotata la tigre, per l'iberico ancora niente da fare ne in questo evento che nei Majors, addirittura proprio l'anno passato fece una dichiarazione post Masters che lasciò un po tutti di stucco quando disse che lui non era fatto per vincere i grandi tornei e doveva rassegnarsi a lottare per il secondo o terzo posto come massima ambizione, fu certamente una forma di auto provocazione per cercare di reagire e per uscire da questo stato negativo, Garcia ha solo 33 anni che sono pochi per un giocatore di Golf, può ancora dare molto come risultati e prestazioni a questo Sport e dovrebbe pensare che Mickelson, per fare un esempio, vinse il suo primo Major nell'edizione 2004 del Masters alla età di 34 anni e dopo aver già vinto 22 tornei quindi è pure lui sulla strada giusta per vincere. Se il disastro del finale fa retrocedere Garcia all'ottavo posto, dietro al vincitore, Tiger Woods, ci sono 3 giocatori con storie e caratteristiche diverse, Maggert ha finalmente trovato il momento giusto per piazzare un bel colpaccio, secondo al The Players Championship a 49 anni è una impresa da pochi, Streelman ha proseguito sulla strada degli ultimi 2 tornei, terzo in Carolina del Sud nel RBC Heritage e sesto la settimana scorsa sul Quail Hollow del Wells Fargo Championship, lo stato di forma del giocatore è altissimo e quindi ecco strameritata la piazza d'onore dell'evento più ricco del PGA Tour, infine il venticinquenne Lingmerth è l'autentica sorpresa del torneo, uno dei più regolari ha giocato come un campione di grande esperienza "rischiando" più di ogni altro di portarsi il cristallo del vincitore a Ponte Vedra Beach, fisico minuto, raggiunge "appena" il metro e settanta, ma dai nervi ben saldi che gli hanno trasmesso una gran sicurezza nei 4 giorni del torneo, solamente nel quarto round ma questo è normale, infatti come accade quasi sempre la media dell'ultimo round è la più alta e nel caso del The Players 2013 è stat 72,71. Buona anche la prestazione dello scozzese d'america Martin Laird, quinto a pari merito al termine del torneo, che ha recuperato diverse posizioni dopo un inizio difficoltoso ed è riuscito a terminare 2 volte il TPC at Sawgrass con 67 colpi (II e IV round), la sua è una buona conferma, per il 2013, dopo la vittoria nel Valero Texas Open, la sua terza nel PGA Tour, ma Laird rimane un giocatore da alti e bassi continui e raggiunta l'età giusta per potersi affermare ad un livello che comunque gli compete deve mettere a segno più risultati possibili per crescere come autostima dato che i fondamentali ci sono, si è invece un po perso Westwood che si piazza all'ottavo posto a pari merito dopo aver chiuso la prima metà della competizione al terzo posto, ma nei successivi 2 rounds non è più sceso sotto il par vanificando quel notevole 66 (-6) del secondo giro. Anonima prestazione sia per Luke Donald che per Adam Scott, entrambi diciannovesimi, solo l'australiano si è visto tra i primi grazie ad un ottimo secondo round ma per lui vale ancora la sbornia di successo post Masters, va meglio di loro Brandt Snedeker che senza entusiasmare troppo ma allo stesso modo senza deludere fa suo l'ottavo posto, parte forte Steve Stricker che è subito quarto dopo 18 buche ma dopo quella prestazione inizia a veleggiare intorno al par per chiudere malamente con un 76 (+4) che lo relega al posto n.37.
- by erma.xs1c0. 2013 -
The Players Championship – round#02
Che sfida che sta prendendo campo nella quarantesima edizione del The Players Championship, una sfida che è in parte un confronto tra Europa e Stati Uniti e che vede come protagonisti principali el niño Sergio Garcia e il felino Tiger Woods che sono separati da un colpo, 133 (-11) l'europeo e 134 (-10) lo statunitense. Una sfida tra grandi talenti anche se con carriere completamente differenti una un po incompiuta per tante ragioni troppo lunghe da raccontare adesso come quella di Garcia ed un'altra che ha sofferto in tempi recenti un'autentica crisi ma che resta e sarà sempre una delle più grandi e vincenti di ogni sport come lo è la carriera di Woods. Subito dietro di loro, a 2 colpi dalla vetta, un terzetto con 2 europei: il britannico Lee Westwood e lo svedese Henrik Stenson e uno statunitense: Kevin Chappell con un totale, per i 3 dopo 36 buche, di 135 colpi (-7). La leaderboard attuale è ancora abbastanza corta, 19 giocatori in 5 colpi oppure se si vogliono allargare i parametri 28 in 7, quindi ancora pronta ad altri cambi anche se la presenza di forti giocatori tra i primi generalmente evita grossi scombussolamenti, in ogni caso la presenza di altri 2 rounds da giocare o se si preferisce dire 36 buche ancora da completare rende il torneo più ricco del mondo del Golf sempre più avvincente. Rimangono sulla scena del TPC at Sawgrass, con un cut posto a 144 colpi (par) abbastanza basso, 77 giocatori e come sempre la grande rete del taglio si porta via qualche pesce grosso a partire da Mickelson che come già anticipato nel primo round aveva iniziato male e aveva bisogno di una ripartenza che non è arrivata, con lui proprio a bordo taglio 145 (+1) anche Rickie Fowler, lo spagnolo Gonzalo Fernandez-Castaño, Jim Furyk, Vijay Singh con tanto di fans sul percorso con finte corna di cervo ... , subito dopo a 146 troviamo, purtroppo al suo terzo missed cut consecutivo in questo evento, Francesco Molinari che migliora di 2 colpi con 72 (par) l'ancor peggiore risultato del primo giorno ma è poca cosa per salvarsi, pari con Molinari ci sono il numero 4 mondiale Justin Rose, l'ex vincitore del The Players Tim Clark, Graeme McDowell, Ernie Els, Ian Poulter poi con punteggi peggiori escono anche Keegan Bradley, Bill Haas, Lucas Glover, il fresco vincitore del Wells Fargo Championship Derek Ernst che riesce a terminare con un altissimo +11, si ritira invece dopo il primo round Dustin Johnson per un fastidioso dolore nella parte bassa della schiena. Tornando nelle zone alte, si confermano Wittenberg e Stenson recuperano posizioni lo scorso vincitore Matt Kuchar, Chappell e Westwood, perdono qualcosa Zach Johnson, Mahan, Stricker e McIlroy che comunque rimangono ben posizionati in classifica, il sorprendente leader della prima giornata, Roberto Castro, lascia malamente il comando del torneo perchè incappa in un 78 (+6) che lo fa retrocedere in ventinovesima posizione e soprattutto sale di ben 15 colpi in più rispetto al primo turno. Adesso tocca ai 2 ultimi round stabilire le gerarchie di questa edizione del The Players Championship, io credo che ci sarà proprio da divertirsi!
::. in campo .::
- round#02 - pochi si sarebbero aspettati il 78 (+6) di Castro fresco leader dopo le 18 buche d'esordio, nessuno avrebbe previsto che fosse capace di andare ampiamente sotto il par come aveva fatto il giocatore di Houston il primo giorno del TPC ma allo stesso tempo che giocasse il suo secondo round con 15 colpi in più era un'altra situazione poco prevedibile ma così è stato e il sophomore ha fatto rientro nella clubhouse nel tardo pomeriggio ben consapevole che piano piano, giocatore dopo giocatore, sarebbero passati davanti a lui nella classifica, eppure aveva iniziato bene con un birdie nella seconda buca giocata ma poi continuando con il percorso malamente, 4 bogeys nelle 6 buche successive al birdie e nella seconda parte del percorso arrivavano un altro bogey e un doppio bogey consecutivi nelle buche n.11 e n.12 per definire il suo 78 finale. Perso un leader se ne è trovato subito un altro, rimanendo sempre nell'ambito latino, passando da Castro allo spagnolo purosangue Sergio Garcia che aveva fatto bene già nel primo giro con un punteggio pari a 68 colpi (-4) per migliorarlo con il 65 (-7) del secondo round, el niño è migliorato in tutto, più fairways centrati dal tee, un buon gioco d'approccio, 25% in più di greens in regulation e soprattutto ben 4.067 di SGP (colpi guadagnati con il putting) con un gioco di gran concentrazione e precisione soprattutto nella seconda parte del suo giro che per Garcia è iniziato alla n.1, avendo iniziato dal tee della n.10, una buca che ha fatto segnare il suo secondo bogey del torneo ma dopo l'errore non ce ne è stato più per nessuno e Garcia si è trasformato come già capitato tante volte in Super Garcia iniziando a lasciare birdies per tutto il percorso e se si prendono in considerazione le ultime 12 buche giocate dello spagnolo escono fuori questi dati: 1 bogey, 3 pars, 8 birdies, un round giocato in crescendo e che dimostra per la ennesima volta che Garcia quando prende il ritmo giusto diventa quasi imbattibile, il problema è ovviamente saper mantenere a lungo uno stato di gioco simile e questo non solo è un grosso problema per tutti ma per lo spagnolo è sempre stato un vero ostacolo nell'esplosione totale del suo enorme talento, e se si parla di talento si passa subito a Woods che è sembrato veramente l'unico capace di stare dietro alla superlativa prestazione dell'avversario europeo, partito dalla n.10 ha subito messo in saccoccia un bel birdie con una discreta distanza da affrontare, 3 metri e mezzo dalla buca e poi ha proseguito il percorso con altri 2 birdies e un bogey nelle sue prime 9 giocate per poi iniziare la sua seconda parte di gara, e nella seconda buca, un par-5, arrivava un eagle che lo ha portato sul -4 parziale che si trasformerà poi nel secondo e consecutivo -5 del torneo grazie a due birdies accompagnati anche da un altro bogey. Per Tiger un doppio risultato sotto i 70 che al TPC at Sawgrass non ripeteva dal secondo e terzo round del 2004, 9 anni fa e soprattutto una perfetta performance nei par-5 del percorso dove per il momento ha ottenuto 1 par, 1 eagle e 6 birdies, come ai vecchi, forse neanche così vecchi, tempi. Si mantiene nelle posizioni che contano e che valgono parecchi dollari il giovane californiano di Fresno, Kevin Chappell che è professionista dal 2008 con una sola vittoria nel Nationwide Tour (l'attuale Web.Com Tour) e soprattutto una specializzazione nello U.S. Open (3° e 10° rispettivamente nel 2011 e 2012) ha fatto segnare 66 (-6) al termine del secondo giro di buche che lo migliora di 3 colpi rispetto alla giornata iniziale facendogli fare un salto in avanti nella classifica di 14 posizioni, un solo rammarico per il giocatore quello dei 2 bogeys consecutivi tra la solita n.18 e la n.1, giocate in successione essendo anche lui partito dalla seconda metà del percorso. Identico balzo in avanti quello fatto da Westwood che come Chappell aveva un 69 (-3) iniziale, al quale ha fatto seguire pure l'inglese un 66 (-6) che lo rende l'unico giocatore in campo a non avere ancora subito un bogey, nel caso riuscisse a proseguire nei restanti rounds con questo trend sarebbe il primo giocatore della storia a stabilire un record del genere, di certo che Westwood in buone condizioni diventa una macchina implacabile da gioco, 22 fairways centrati su 28, nel secondo round una partenza a razzo con 1 eagle e 2 birdies nelle prime 4 buche ha fatto capire a tutti che con questo stato delle cose l'ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico può diventare un avversario ostico per chiunque, completa il terzetto che è subito dietro a Woods lo svedese Stenson che conquistando questo evento nel 2009 ottenne la più bella vittoria di una prolifica carriera e a parte i 2 pesanti risultati negativi post vittoria, con l'eliminazione al taglio sia nel 2010 che nel 2011, l'anno passato si è piazzato al quindicesimo posto e bene continua a fare anche in questa edizione, altro bogey alla n.18 anche per lo svedese che sull'altro piatto della bilancia 2 eagles ottenute alla n.2 e n.9, questa ultima buca conclusiva per Stenson partito dalla n.10, stesso punteggio 69 (-3) sia per Wittenberg che per Palmer che il giorno precedente avevano pareggiato con 67 (-5), Palmer imita Stenson e imbuca 2 eagles la prima sempre nella n.9, un par-5 che è risultato la quindicesima buca per difficoltà con una media di 4.915 colpi per giocatore mentre l'altro eagle è arrivato alla n.10 e pensare che fino a questo torneo, nel 2013, Palmer aveva messo a segno un eagle solamente mentre per adesso in questo The Players in 36 buche è già a quota 3. Stesso punteggio del primo round per il rookie venticinquenne David Lingmerth, svedese pure lui, un'altra dimostrazione, se ce ne fosse bisogna, di come la scuola scandinava riesca sempre a produrre giocatori di ottimo livello, Lingmerth ha chiuso nei primi 10 la Money List del Web.Com Tour 2012 guadagnandosi il diritto di giocare nel PGA Tour 2013, anche nel secondo round una bella prestazione la sua con un 68 (-4) bissato e sesto posto insieme a Wittenberg e Palmer a 3 colpi da Garcia. McIlroy ha chiuso le seconde 18 buche con un risultato ben superiore al 66 (-6) del primo turno, il suo 72 (par) lo ha rimbalzato indietro nella leaderboard e soprattutto adesso il tredicesimo posto a 6 colpi dal primo in classifica iniziano a essere difficili da recuperare a meno di qualche grande numero di cui in ogni caso il nord irlandese è assolutamente capace di fare. Anche Stricker non riesce a rimanere ai livelli del giorno d'esordio e il suo 71 (-1) lo lascia pari con McIlroy, purtroppo per il giocatore del Wisconsin lo score si rovina nella buca n.14, una delle più complicate del percorso, quando parte male dal tee finendo nel secondo taglio di rough sulla sinistra del fairway e da li, con il secondo shot, dentro al bunker sulla destra del green, brutta uscita anche dall'ostacolo e alla fine 6 colpi per completare il par-4, mancano ancora 4 buche ma Stricker non riesce a recuperare e il doppio bogey gli costa 7 posizioni in classifica e la possibilità di continuare a vedere la testa della classifica da più vicino. Chi ha spento definitivamente ogni possibilità di vedere ancora la classifica è il gruppo di giocatori tagliati fuori dal limite di 144 colpi (par) posto per l'eliminazione. Sorprendono come già detto certi nomi, ad iniziare da Mickelson che al Quail Hollow aveva fatto vedere di essere in grandi condizioni con un terzo posto finale abbastanza eloquente ma al TPC at Sawgrass le cose sono andate per il verso opposto in parte già dal primo round e nel secondo è sembrato svanire tutto dopo che ad un birdie ha fatto seguito nella n.14, sempre lei, un doppio bogey e si era alla quarta buca per Lefty partito dalla n.10, ancora un birdie ma poco dopo arriva un bogey e le nove buche della seconda parte del campo di gara lo vedono con +1 che non lo ha abbandonato più senza che neanche un birdie fosse a messo a segno da uno dei più forti conquistatori di birdies del PGA Tour, con questo missed cut per lui finisce la serie di 11 The Players Championship terminati al quarto round e sempre riguardo alle serie positive che finiscono ecco lo stop dopo 23 tornei senza cut per Billy Horschel, il suo cammino senza tagli iniziò a giugno 2012 nel FedEx St. Jude Classic ed è terminato in un modo assolutamente assurdo nel secondo round a Ponte Vedra Beach, il primo round era stato costellato da errori su errori 4 bogeys e 2 doppi bogeys ma nel successivo giorno di gara il ventiseienne nato in Florida che sta giocando una grande stagione, dopo ben 3 tentativi riusciti di guadagnare e riguadagnare lo status di giocatore del PGA Tour, ha messo un altra marcia e alla n.17 era -4 per il round quindi con la 18 ancora da giocare ed un potenziale 67 che lo avrebbe portato alla salvezza con 143 colpi totali, invece nella buca dove il giorno prima era arrivato un preavviso con un doppio bogey ha iniziato con un tiro nell'acqua e penalità di un colpo, nuovo tentativo e altra acqua e altra penalità, con questa siamo già a 4 colpi poi arriva anche un errore con un putt da 90 cm. e triplo bogey da scrivere sulla scorecard, addio streak cuts e addio TPC per Horschel. Fuori anche Rose, numero 4 mondiale, che si se guardano certe statistiche come gli 8 birdies, i 22 GIR e una driving accuracy decisamente migliore della media non si penserebbe a una sua estromissione in quanto tagliato, ma il torneo dell'inglese è stato anche quello di 9 buche chiuse sopra il par di cui una con doppio bogey, di errori sia in approccio che sul green che alla fine lo fanno concludere a 2 sopra il par del TPC at Sawgrass, niente da fare neanche per Francesco Molinari, unico italiano in competizione, che nella seconda giornata ha tentato la rimonta verso un buon punteggio sotto il par e fino alla sedicesima buca era riuscito a pareggiare il par complessivo risultato che gli avrebbe permesso la salvezza dal taglio ma l'altra parte del Gauntlet, n.17 e n.18, sono state più severe nei confronti del torinese che sbaglia un putt per il par tirandolo corto nella n.17 e ancora la pallina che al quarto tiro della buca finale del percorso, quello per il par per intenderci, si ferma a neanche 30 cm. dall'imbucata, altra missione statunitense andata male per il più giovane dei fratelli Molinari che deve però insistere a fare esperienza nel PGA Tour giocando più tornei possibile.
- by erma.xs1C0. 2013 -
The Players Championship – round#01
Inizia a mille la quarantesima edizione del The Players Championship che si sta svolgendo nel consueto scenario del TPC at Sawgrass, con record di round eguagliato da uno scatenato Roberto Castro, un giocatore statunitense ma di nette origini latino-americane, madre peruviana e padre costaricense, nato a Houston ormai ventotto anni fa e alla sua quindicesima presenza in questa annata che è quella da sophomore per il texano, con 7 tornei terminati e altrettanti chiusi dal taglio al secondo round, media punteggio di 73 colpi per round, ma sul complicato TPC at Sawgrass pensa che sia meglio fare un debutto rumoroso e gli bastano 63 colpi (-9) per completare il primo giro di 18 buche del percorso di Ponte Vedra Beach ed eguagliare il record stabilito da Fred Couples nel terzo round dell'edizione 1992 e già eguagliato, anche in quella occasione al primo round, da Greg Norman nel 1994 quando lo squalo bianco vinse per l'unica volta in carriera The Players con 4 colpi di vantaggio su Fuzzy Zoeller. Dietro alla sorpresa proveniente da Houston, con 3 colpi di distacco la coppia Zach Johnson, Rory McIlroy che hanno concluso il loro primo giro con 66 colpi (-6), il numero uno mondiale Tiger Woods è in quarta posizione con 67 (-5) in compagnia di altri 5 giocatori tra i quali spicca il "sempreverde" Steve Stricker pronto a far bene in ogni occasione che conta, più indietro l'ultimo vincitore del Masters di Augusta, la giacca verde Adam Scott ha infatti concluso le 18 buche con 69 colpi (-3) ed è al diciassettesimo posto nella generale dopo il primo giorno, ancora più in difficoltà l'ultimo vincitore a Ponte Vedra Beach, Matt Kuchar, in cinquantaquattresima posizione con 71 colpi (-1), come consolazione per i tifosi di Georgia Tech continua il dominio di questa università che dal secondo round del 2012, appunto con Kuchar, fino al primo round dell'edizione 2013 con Castro, ex Georgia Tech pure lui, comanda la classifica del torneo più ricco del Golf mondiale. L'unico nostro rappresentante, Francesco Molinari, fa fatica a partire dal primo round e si piazza nelle parti più basse della classifica, n.99, con un alto score di 74 (+2), per Chicco la possibilità già dal secondo round di recuperare e rompere la striscia di missed cuts partita dal 2011 e passata anche dalla scorsa edizione dopo l'ottimo decimo posto del 2010.
::. in campo .::
- round#01 - il nome che gira di più sulle bocche di tutti a Ponte Vedra Beach è senza dubbio quello di Roberto Castro, altro carneade immancabile anche nei grandi appuntamenti del Golf, che non solo si ruba la scena per essere andato al comando da solo alla fine delle 18 buche d'esordio della quarantesima edizione del prestigiosissimo torneo The Players Championship, ma lo fa eguagliando il record del TPC at Sawgrass addirittura snobbando il sempre temuto percorso della Florida tanto che il trittico di buche tra i più famosi del pianeta, The Gauntlet, cioè n.16,17,18 del campo di gara, il signor Castro se lo beve con 9 colpi che significano -3 sul par totale del trio di buche, 3 - birdies - 3 tanto per capirci compreso anche il doppio colpo che mette KO la mitica isola della n.17. Il giocatore di origine latina si presenta con molta precisione dai tees e gioca bene sia sul fairway che sul green, una prestazione completa e al limite della perfezione, nessuna penalità e soprattutto un eagle e 7 birdies, partito dalla n.10 piazza immediatamente un grandioso 31 (-5) dopo 9 buche giocate e gioca la prima parte del percorso con 32 iniziando dal eagle della seconda buca del percorso, oltretutto essendo uno dei primi gruppi, quello di Castro si intende, a partire e quindi di conseguenza a terminare il giro di campo, bisogna aspettare un po di tempo prima di vedere qualche score di rilievo che si possa leggermente avvicinare a quello dello scatenato atleta texano. Alla fine della giornata nessuno si sarà avvicinato a meno di 3 colpi dal leader della prima classifica generale del TPC 2013, ci riescono con 66 colpi (-6) sia Rory McIlroy, finalmente ottime le sue condizioni di gioco, che il bravo Zach Johnson. Partendo da quest'ultimo, il n.30 mondiale, è senza dubbio la sua prima presenza, nel 2013, veramente consistente, d'altra parte ZJ dopo il diciottesimo posto della parata iniziale, poco attendibile come torneo a livello di numeri e statistiche, cioè lo Hyundai Tournament of Champions, si era fatto vedere nei primi 2 rounds dello Humana Challenge, era infatti sesto a metà gara, dove alla fine ha ottenuto la sua migliore prestazione dell'anno con un mediocre piazzamento al posto n.23, nelle prime 18 buche del TPC Johnson ha giocato bene soprattutto negli approcci e comunque sui greens più dei giocatori che si trovano più o meno nelle posizioni intorno alla sua, per lui un bogey ma 7 birdies, il nord irlandese McIlroy ha invece fatto vedere un po della sua indiscussa classe che in questa stagione si è notata veramente poco, addirittura inesistente dalle parti di Ponte Vedra Beach dove nelle 3 precedenti edizioni disputate dall'attuale n.2 del mondo sono arrivate altrettante sonore mazzate, visto che è sempre stato tagliato al secondo round, quindi è prevedibile un impegno assoluto per la voglia di riscatto che McIlroy ha certamente dentro di sé, comunque come sua buon usanza quando c'è la condizione sia fisica che mentale ecco che subito arrivano ottimi drives sulle 290 / 300 yards e approcci sulla bandiera da imbucare con un semplice tap-in, ora bisogna aspettarsi un secondo round aggressivo per mantenersi nella parte alta della classifica, un compito che non deve mancare per nessun motivo nella prestazione del giro n.2 di Tiger Woods che nelle buche d'esordio ha giocato bene con la sua ineccepibile regolarità che lo ha portato fino alla seconda posizione momentanea con 17 buche già giocate, purtroppo per la Tigre l'ultima buca è stata fatale con un colpo per il par fallito da un paio di metri e quindi primo e ultimo bogey della giornata con quarta posizione e 4 colpi dietro a Castro, il n.1 mondiale ha comunque ottenuto uno score pari a 67 che non otteneva più in questo campo di gara dal 2007, la n.18 comunque non è stata fatale solo a Woods perchè anche Casey Wittenberg, stesso score di TW, ha pure lui ottenuto l'unico bogey, per un putt fallito per 20 cm. ..., nell'ultima buca di un percorso giocato bene da Wittenberg che fu vice campione del U.S. Amateur 2003, esattamente dieci anni fa, e che sempre da dilettante fu capace del tredicesimo posto nel suo primo Masters giocato nella vita, ma successivamente non è stato capace di rispondere alle aspettative che si erano create su di lui e ci si aspettava nella sua carriera da pro qualcosa di più anche se tutto sommato nella scorsa stagione si è un po rivisto con il decimo posto nello U.S. Open un risultato che fa pensare che solamente i Majors lo riescono a stimolare e la conferma viene da questo ottimo inizio anche nel The Players, considerato infatti il quinto Major, che è riuscito a giocare per l'esenzione ottenute per la Money List del Web.Com Tour 2012, da un giovane a un altro esponente della vecchia guardia, uno dei miei miti golfistici Steve Stricker, assente dai campi dal Masters dello scorso aprile dove terminò ventesimo dopo essere stato nono prima del giro finale giocato male da Strick con un alto 75 (+3), nel 2013 era partito a razzo come quasi sempre fa lui che comunque viene chiamato Mr September perchè vince tanto anche nel periodo autunnale, Stricker è solamente alla sesta partecipazione annuale ma la condizione che riesce a mantenere anche quando gioca così di rado è impressionante, sulla famosissima n.17 ha messo a segno un birdie da oltre 9 metri e piuttosto complicato, a proposito dell'isoletta della diciassettesima buca come ranking di difficoltà è stata la nona del primo round con 103 pars, 22 birdies e 19 tra bogey, doppio bogey e altro più. Sono stati molto efficienti anche Hunter Mahan, Webb Simpson e Ryan Palmer anche loro al quarto posto a pari merito sempre con il punteggio di 67 (-5), sorprende Palmer non era mai andato sotto il 71 (-1) in questo percorso dove da 4 edizioni consecutive non va oltre il secondo round come tagliato, Simpson, n.18 mondiale, aveva già risposto bene alla deludente prestazione, missed cut, del Masters arrivando secondo al RBC Heritage mentre in relazione al suo passato sul TPC at Sawgrass è una sorpresa vederlo in questa posizione perchè non è certamente uno dei suoi preferiti campi di gara, ed è veramente un gruppetto con belle sorprese come quella di Mahan che è rimasto incastrato in una serie recente di almeno 4 prestazioni disastrose , un brutto momento per un golfista che l'anno scorso di questi tempi era uno dei primi 5 del mondo, l'appena concluso Wells Fargo Championship dove ha concluso al settantatreesimo posto il suo miglior piazzamento negli ultimi 2 mesi! In questo round d'esordio per The Players 2013 ha invece fatto vedere nuovamente quelle che sono le sue belle caratteristiche e adesso deve assolutamente continuare questo evento con il massimo impegno per mantenere alto il suo ritmo gara e tentare di ripetere l'edizione 2011 dove fu sesto a pari merito nella classifica generale. A proposito delle passate edizioni il vincitore dell'ultimo The Players Championship, quello del 2012 Matt Kuchar non ha esordito molto bene con un modesto 71 (-1) determinato anche da un po di sfortuna per un bogey alla solita n.18 dopo aver fallito il par per pochissimi centimetri, delude pure Phil Mickelson che con il 72 (par) iniziale è costretto a partire forte nel secondo round per evitare il cut, inconsistente, così lo stanno etichettando negli States il nostro connazionale Francesco Molinari che per la quarta volta nel 2013 gioca in terra statunitense, ultima apparizione il missed cut del The Masters, assolutamente da archiviare questa prima uscita nel TPC, un 74 (+2) che mette a rischio la sua partecipazione dopo il secondo round, nel suo pesante score un paio di doppi bogey di cui il secondo nella n.17 dopo che dal tee era finito in bunker e poi nel rough, Chicco deve tornare il giocatore che nel 2010 fu nono in questo torneo con i primi 2 rounds giocati con 68 (-4) e 65 (-7) colpi ciascuno.
- by erma.xs1c0. 2013 -
Wells Fargo Championship 2013 – che colpo … dalla panchina vince Ernst!
Charlotte, North Carolina, ci ha riservato una bella ma veramente unica sorpresa, il suo torneo di Golf professionistico, il Wells Fargo Championship se ne è andato all'undicesima edizione nelle mani di un vero e proprio Carneade da C maiuscola e non me ne voglia comunque Derek Ernst ma vincere da n.1207 del mondo e da sostituto di un assente (ha preso il posto del rinunciatario Freddie Jacobson) un torneo come quello di Quail Hollow con tutte le difficoltà che normalmente questo percorso di suo ha già, aumentate da uno stato di costante lavori in corso negli ultimi tempi, è una grande impresa di certo, ma soprattutto è una grande sorpresa, proprio nella presentazione raccontavo come era difficile vincere in quel campo da Golf senza grande esperienza di carriera ed ecco la netta e secca smentita, tutti via i big, un playoff con l'inglese David Lynn fatto fuori anche lui ed ecco che il signor Ernst da domani avrà la sua bella pagina di Wikipedia tutta per lui e già, perchè ad oggi non esisteva ancora ... ma di certo non è la presenza su Wikipedia che serve a misurare le capacità di una persona se non quello che con i fatti dimostra di saper fare e nel caso del californiano saper restare a galla in un torneo come il Wells Fargo Championship per quattro giorni e poi piazzare alla fine il colpo vincente non è da tutti, anzi è da pochi! Ernst è un classe 1990 ha quindi 23 anni, in arrivo esattamente tra una decina di giorni e che regalo di compleanno che si è fatto!, viene da Woodland in California stato dove risiede ma nella città di Fresno, laureato alla University of Nevada a Las Vegas, batterista rock a tempo perso, è proprio agli inizi nel PGA Tour dato che il 2013 è proprio il suo anno d'esordio e di 8 tornei iniziati solo 3 volte ha passato il taglio delle 36 buche, ma nonostante queste poche e spesso brevi apparizioni, prima di questa vittoria solo 22 rounds giocati tra i pro del PGA, ha fatto vedere alcune cose discrete soprattutto come potenza nel driving, è piazzato tra i primi 10 come velocità della testa del drive quando va a colpire la palla e questa caratteristica fa si che maggiore è la velocità e più si raggiungono distanze verso e oltre la soglia delle 300 yards, ovviamente oltre la velocità ci vogliono anche tutte le altre componenti per ottenere un gran colpo, angolatura della stessa testa, inclinazione del club, posizione mani, braccia e spalle e il resto, Ernst è comunque anche tra i primi 25 nella distanza del driving, calcolando tutti i drives e non solo i migliori 2 per round (driving distance - all drives), insomma un power hitter a tutti gli effetti che però a Charlotte ha dimostrato di non essere solo un bombardiere da lunghe distanze ma anche un giocatore preciso, terzo con il 75% di greens in regulation, migliore come distanza fatta con il putter e undicesimo come capacità di cadere sul fairway dal tee. Certo è che doveva essere un banco di prova prima del Players 2013 per i vari McIlroy, Westwood, Mickelson, per Bubba Watson e Sergio Garcia o per chi questo torneo lo aveva già vinto come Fowler che fu primo nel 2012 ma alla fine davanti ai big si è piazzato Ernst insieme all'altrettanto bravo Lynn che dopo l'impresa del secondo posto nel PGA Championship 2012 ha sfruttato al massimo la chance di poter giocare nel PGA Tour facendolo a tempo pieno, la sua partecipazione al Wells Fargo Championship era la quattordicesima annuale e la ottava tra i primi 50 con un brillante quarto posto ai primi di marzo nel Honda Classic 2013. Non hanno comunque deluso i grandi campioni citati sopra con Mickelson al terzo posto dopo aver dormito l'ultima notte a Charlotte da primo in classifica, insieme a Nick Watney, ma un po troppo in calo nella seconda parte del torneo rispetto al buon inizio tanto da farsi recuperare i 2 colpi di vantaggio su Ernst e farsi anche superare, quarto invece Westwood che si è mantenuto praticamente dal secondo round sempre nelle prime posizioni, ha un po più deluso il n.2 mondiale McIlroy che non va oltre il decimo posto, sinceramente mi aspettavo qualcosa in più dal nord irlandese dopo essersi piazzato primo alla fine delle 18 buche iniziali e quinto a metà gara, ma , Valero Texas Open a parte, in questo 2013 McIlroy stenta a trovare il ritmo giusto, si vedrà al Players Championship se finalmente darà una risposta a questo suo momento attuale. Delusioni più grosse invece quelle che hanno riguardato l'eliminazione al cut di alcuni europei attesi come il belga Nicolas Colsaerts o lo svedese Henrik Stenson o di altri sempre di buon livello come Padraig Harrington, il tedesco Martin Kaymer gli statunitensi Bubba Watson o Hunter Mahan, nel suo caso ritiratosi dopo aver passato il cut, mentre per noi italiani si conclude al sessantottesimo posto la partecipazione di Matteo Manassero che aveva chiuso al posto n.38 il primo round per poi scendere verso la posizione finale senza mai entusiasmare.
::. in campo .::
- round#01- sono 7 giocatori a effettuare la miglior prestazione nel primo turno sul Quail Hollow Club di Charlotte leggermente inumidito da una pioggia notturna, tra di loro brilla senza dubbio il nome di uno dei principali favoriti alla vittoria finale del torneo ovvero Rory McIlroy che inizia con un buon 67 (-5) eguagliato però da più golfisti come Nick Watney, Robert Garrigus, Ryan Moore, Nathan Smith, Daniel Summerhays e già dall'inizio di uno dei classici giocatori sconosciuti se non agli strettissimi addetti al lavoro che è presente al torneo come alternate, leggi sostituto, grazie ad una qualificazione passata nei giorni prima, si chiama Derek Ernst e il fato del Golf sembra che gli abbia voluto bene dato che Freddie Jacobson ha rinunciato alla sua partecipazione dandogli la possibilità di giocare un torneo insieme a quelli che fino a poche ore prima erano solamente suoi miti sportivi da emulare, dietro a questi 7 un altro gruppetto di giocatori segue con un colpo in più, 68 (-4), sono 6 e tra di loro c'è Phil Mickelson accompagnato da Lucas Glover, Kevin Streelman, Jason Kokrak, Zach Johnson e Boo Weekly. Per capire quanto equilibrio si è generato dopo le 18 buche iniziali basta continuare ad analizzare la classifica generale che dopo i primi 2 gruppi con un totale di 14 giocatori ristretti in 2 colpi ne seguono sempre distaccati da un colpo un altro con 9 giocatori e poi un quarto con altri 15 per arrivare ad un totale di 52 golfisti divisi tra di loro da soli 4 colpi. Il round di McIlroy rimane comunque 5 colpi sopra la sua miglior prestazione ottenuta a Quail Hollow nel 2010 con 62 colpi, per lui come per tutti gli altri giocatori ci sono state parecchie difficoltà sui greens del percorso, sia quelli appena rifatti che non sono assolutamente in buone condizioni che per diversi altri, nonostante sia arrivato 15 volte con i colpi regolari sui greens il nord irlandese ha poi tirato un numero piuttosto alto di putts (29) e c'è tra i giocatori al primo posto insieme a lui che ne ha tirati anche di più come Moore (31) o Garrigus (30). Mentre questi sono i dati di chi ha chiuso nelle parti alte della classifica ci sono poi le prime delusioni come quelle dei 2 europei, lo svedese Stenson 76 (+4) e l'irlandese Padraig Harrington 79 (+7), a proposito di europei finisce discretamente sotto il par di un colpo (71) Matteo Manassero che concede almeno un bogey di troppo, alla fine sono 4, ma che riesce comunque a non far alzare troppo il punteggio con i 5 birdies messi a segno, essendo il suo primo approccio ad un percorso abbastanza complicato come quello di Charlotte non è un punteggio tanto negativo e lo mantiene comunque in gara anche se un po troppo nelle retrovie.
- round#02 - Mickelson dopo il 68 (-4) del primo turno continua ad alto ritmo concludendo le seconde 18 buche del torneo con un ancor meglio 67 (-5) per un totale di 135 colpi (-9) a metà esatta del Wells Fargo Championship 2013 che tradotto in classifica generale equivale al primo posto da solo, con 2 colpi in più 137 (-7) dietro all'esperto mancino statunitense ci sono una coppia di suoi connazionali, George McNeill e Nick Watney, ed un australiano, Scott Gardiner, poi a pari merito con 138 (-6) 6 giocatori, gli inglesi Westwood e Lynn, l'australiano Senden, lo svedese Robert Karlsson e i 2 statunitensi Ernst e Moore. Ho voluto specificare le nazionalità perchè non sempre a Quail Hollow i non statunitensi si affacciano così in gran numero nelle posizioni d'élite e anche questo è un segnale di come questa edizione del 2013 è caratterizzata da molto equilibrio distribuito un po dappertutto nel field dei partecipanti. Mickelson è uno dei giocatori in campo che meglio conosce questo percorso, è la decima volta che lo gioca a livello agonistico e ha sempre ottenuto buoni risultati con 6 presenze nei Top-10, la migliore è il secondo posto del 2010, e un trentacinquesimo posto come peggior posizione finale e "chiaramente" mai ha sofferto un missed cut sul Quail Hollow, nella seconda giornata si è esibito in una serie di salvataggi dai bunker dove era finito troppe volte per un giocatore abbastanza preciso come è nel gioco d'approccio al green, per il resto una volta arrivato in fondo ha capitalizzato abbastanza bene la sua presenza sul green mantenendo a 1 solo il numero di bogeys mentre i birdies dai 5 del primo round sono passati a 6. Insieme a Lefty il miglior score di giornata, 67 (-5) è stato pure quello dell'australiano Gardiner, nato nella Liverpool del Down Under, si tratta di un sobborgo di Sidney, è una matricola già con i suoi anni, 37, ma soprattutto è il primo giocatore di origini aborigene che si presenta sui campi del PGA Tour, il giocatore australiano ha ottenuto la card per la partecipazione al tour del 2013 grazie alla "laurea" che ha ottenuto nel Web.Com Tour 2012 dopo essersi piazzato al posto n.15 della money list del circuito di sviluppo del PGA per l'anno passato. Gardiner che il più anziano tra i rookies del 2013 è stato uno dei 3 giocatori che hanno fatto il secondo giro del Quail Hollow senza bogeys, pure lui come d'altra parte Mickelson ha penato nell'uscita dal tee, rispetto al giorno prima dove però aveva terminato con 70 colpi (-2) ha centrato il fairway solo 6 volte contro le precedenti 10 ma una volta uscito dall'area di tee ha dimostrato che con legni, ferri e putter, è capace di fare ottime cose e adesso si trova come scritto sopra al secondo posto a 2 colpi dal leader Mickelson, insieme a Gardiner ci sono McNeill e Watney, il secondo che sta cercando da tempo la sua sesta vittoria nel PGA Tour è comunque un giocatore che come Mickelson ha la sua buona esperienza sul percorso del Quail Hollow che ha già fatto 8 volte e con un solo missed cut, avvenuto nel 2011, il giocatore trentunenne nato in California ma da tempo residente nel Nevada si è quasi sempre piazzato nei primi 20 a Charlotte e la sua seconda posizione è dimostrazione sia di questa specifica esperienza che del momento di discreta forma che sta vivendo, ma è soprattutto la conferma che rimane uno dei principali favoriti alla vittoria finale, McNeill che è un partenopeo statunitense, logicamente è solo una battuta per il fatto che è nato a Naples nella contea di Collier in Florida in una delle sue zone più a sud del promontorio di questo stato federale, è un golfista che fino a non molti anni fa era ancora indeciso se intraprendere definitivamente la carriera da pro o dedicarsi ad altro e sul finire del 2005 lasciò il suo sport preferito per dedicarsi ad un lavoro in un Golf club ma l'anno successivo decise di ritentare e nel 2007 giocava finalmente la sua stagione da matricola nel PGA Tour nel quale ha già ottenuto 2 vittorie, questa è la sua decima apparizione nel 2013 con un solo taglio arrivato dopo 7 tornei consecutivi portati a termine, la sua miglior prestazione dell'anno è un ventottesimo posto al Hyundai Tournament of Champions al quale aveva partecipato in virtù della sua vittoria nel Puerto Rico Open dell'anno precedente. Dietro ai 3 golfisti che si dividono la seconda piazza c'è McIlroy insieme a Westwood, Rod Pampling, Jason Kokrak e David Ernst, il nord irlandese ha migliorato il suo arrivo regolare sui greens ma non lo ha sfruttato per niente, infatti il suo stroke gained putting è negativo, per essere stato 16 volte in grado di chiudere la buca con un birdie sono arrivati 2 bogeys e solo 3 birdies quindi il suo 71 è modesto e McIlroy se vuole arrivare al The Players con la carica giusta deve fare meglio già a Charlotte, altro discorso quello che riguarda Westwood che è incappato anche lui in un paio di bogeys che sono stati però assolutamente neutralizzati dai 6 birdies in totale e distribuiti 3 per ogni metà del percorso, rispetto al primo round si è vista molta più precisione e concentrazione da parte del campione britannico. Deludenti invece a proposito di europei il belga Colsaerts che nella giornata d'esordio aveva giocato bene anche se solo a tratti con le prime 9 del percorso regolate da un paio di birdies ed un eagle e chiuse con 32 colpi (-4), le stesse buche, il belga, le ha giocate il giorno seguente con 39 colpi (+3) un vero e proprio disastro con la bellezza di 7 colpi di differenza, questo spiega come a volte una nottata tra una prestazione ed un'altra è abbastanza per invertire l'inerzia del gioco, per Colsaerts finisce quindi l'avventura del Wells Fargo come finisce anche per Martin Laird, un terzo delle buche sono bogeys nel secondo turno, Bubba Watson, autentico disastro il 76 (+4) conclusivo, addirittura poco incisivo anche con la sua arma killer, il drive, una giornata proprio da dimenticare per il n.16 mondiale, tornando al vecchio continente male anche Kaymer pure lui ad alta quota con 76 colpi, tanti bogeys 5 ed un solo birdie e torneo già chiuso per il tedesco ex numero 1 del OWGR.
- round#03- sono andati un po tutti a rilento i primi della classifica, punteggi intorno al par o anche più alti come è successo a Mickelson che conclude il terzo round del Quail Hollow con 73 colpi (+1) ma nonostante uno score alto mantiene la prima posizione anche se coabitata da Nick Watney che ha giocato le 18 buche del sabato con 71 colpi ed ha così recuperato i 2 colpi di differenza rispetto a Lefty. I due sono ora al comando a 18 buche dalla fine del Wells Fargo Championship 2013 con 208 colpi (-8) e hanno un vantaggio esiguo di un colpo solo su McNeill che rimane agganciato ai primi dopo aver fatto anche lui una gara mediocre 72 (par) che lo ha portato a quota 209 (-7), più nutrito il gruppo che si divide il quarto posto con Senden, Moore, Westwood, Karlsson, Lynn e Ernst, manca all'appello Rory McIlroy che con un punteggio sopra par 73 (+1) si allontana anche come colpi dai primi in classifica. Il giovane nord irlandese, n.2 mondiale, ha 211 colpi complessivi (-5) e fare 4 colpi meglio di Mickelson o Watney in un solo round non è impossibile ma inizia a essere piuttosto complicato soprattutto se tra il primo round con 67 (-5) e il terzo round, 73 (+1) c'è stato un forte peggioramento di ben 6 colpi, e con un secondo giro pure questo più alto rispetto al primo. L'impressione che ha dato McIlroy è di essere giorno dopo giorno meno concentrato, meno presente nell'ambito della competizione, dell'agonismo che è al centro di una competizione, se per caso la sua idea è quella che il Wells Fargo doveva semplicemente essere una forma di allenamento e di preparazione in prospettiva The Players non sono sicuro che sia una strategia che premi, infatti McIlroy ha bisogno di fare risultato, di migliorare quella forza di concentrazione con la quale si mantiene una leadership in un torneo che ha molti favoriti una qualità che è indispensabile mettere sempre sotto pressione e confrontare torneo dopo torneo, per McIlroy questa è stat già un'evidente lacuna in passato e lui deve capire che bisogna lavorarci sopra. Nel terzo round si mette in luce John Senden, capace di concludere il giro con 67 (-5) e di risalire più di 30 posizioni per insediarsi al quarto posto, 1 solo bogey e 6 birdies per l'australiano che ha 1 sola vittoria nel PGA Tour, ottenuta nel 2006 al John Deere Classic nell'Illinois, torneo che predilige visto che il suo ultimo Top-10 arriva proprio a Silvis nel 2012 con un quarto posto, nel 2013 qualche piazzamento tra i primi 30 e niente altro, quindi una buona prestazione quella vista finora al Quail Hollow e al momento la soddisfazione di aver ottenuto il miglior punteggio di un round, il terzo. Si allontanano dalle zone alte Pampling a causa di un alto 74 (+2), Scott Gardiner che aveva destato molto interesse per l'ottimo secondo round che gli aveva permesso di arrivare addirittura al secondo posto a metà competizione e che ha giocato malissimo nel terzo round con due metà percorso a 38 colpi (+2) ciascuna per un complessivo 76 (+4) di giornata, scende invece dal quarto posto al decimo Kokrak 73 (+1) anche lui forse troppo appesantito dall'onere delle prime posizioni iniziali.
- round#04- si è mantenuta una media piuttosto alta come è normale nel conclusivo round quando a volte riuscire ad evitare 1 o 2 bogeys significa portarsi a casa la vittoria, logicamente fare un buon punteggio che nel giorno conclusivo di un torneo del PGA vuol dire rimanere un paio di colpi sotto il par non è facile perchè stanchezza e tensione vanno di pari passo e se non c'è qualche fuoriclasse che mantiene alto il ritmo si rischiano spesso dei playoffs molto affollati. Nel caso dell'edizione 2013 del Wells Fargo Championship sono stati 2 i giocatori che hanno terminato con un minor numero complessivo di colpi le fatiche di questo torneo giocato su di un percorso sempre insidioso e non facile da interpretare, lo sconosciuto Derek Ernst, 22 anni una carriera che inizia ora e David Lynn che di anni ne ha 17 di più è trentanovenne e viene da Stoke on Trent nello Staffordshire inglese anche se nato più a nord nella contea del Merseyside, quella di Liverpool per intenderci, e che da quell'incredibile prestazione offerta l'anno passato a Kiawah Island nel PGA Championship vinto da Roy McIlroy e con i britannici a farla da padrone, secondo Lynn e terzi Ian Poulter e Justin Rose insieme, finalmente, a uno statunitense, Keegan Bradley e uno svedese Carl Pettersson. Ernst ha sconfitto Lynn nel playoff che è stato giocato nell'ultima buca del Green Mile e del percorso, la n.18, completamente immersa nell'acqua che è caduta in più occasioni nel quarto round. Lo stesso Ernst che come sopra descritto è un buon tiratore con il drive ha pensato camminando dal tee verso il fairway di aver colpito forte la pallina come lo aveva fatto una ventina di minuti prima nel completamento delle 72 buche regolari del torneo, ma invece si è ritrovato con un tee-shot più corto di almeno 30 yards (27 mt.) ma con grande calma, veramente niente a che vedere con un rookie posizionato al n.1207 del ranking mondiale, è andato avanti per la sua strada cosa che non è riuscita invece al più esperto Lynn che con il secondo colpo si è trovato dritto in un bunker senza riuscire a salvare la situazione nei colpi successivi così mentre Ernst chiudeva la buca con il par per Lynn il bogey lo condannava alla sconfitta. La dimostrazione di come il Quail Hollow per le sue difficoltà riduca la chance di fughe solitarie di giocatori verso il successo finale questo è stato il terzo playoff consecutivo, dopo il 2003 con Jim Furyk nessun altro aveva vinto il Wells Fargo dopo essere stato in testa nel primo round e anche questo significa come Ernst abbia saputo gestire bene le sue forze e le sue capacità lungo tutto l'evento e come abbia saputo agguantare proprio all'ultima buca il suo avversario Lynn con un birdie costringendolo al playoff per lui vittorioso. Chi invece sembra aver fatto di tutto per non vincere questa competizione è stato Mickelson in testa a 2 buche dalla fine ma poi caduto indietro con 2 bogeys consecutivi alla n.17 e n.18 e per il mancino solo l'ultima piazza del podio. Per il resto da segnalare la buona prestazione di Kyle Stanley che grazie al 68 (-4) finisce sesto nella generale, finale burrascoso anche per Charles Howell III che stava giocando alla grande il quarto round e si era avvicinato ai primi mantenendosi sul -4 ma al momento di forzare per arrivare almeno ai playoff ecco che sempre nelle 2 ultime buche, l'ossatura del Green Mile, prima un bogey e poi un doppio bogey lo hanno fatto ridiscendere a terra per terminare le sue fatiche a Charlotte con un decimo posto a pari merito.
- by erma.xs1C0. 2013 -